Il Caffè è fiele e la dignità è finita: Lettera dal Bar di Grazia
di Nonno Gigio
Stamattina al Bar di Grazia il giornale è rimasto aperto sulla pagina degli esteri, ma nessuno aveva il coraggio di leggere ad alta voce. C’è un limite a tutto, pure alla pazienza di noi vecchi che di schifezze ne abbiamo viste, ma qui stiamo superando il segno.
I due compari del disastro

Diciamocelo chiaramente, tra un’imprecazione di Mario e un sospiro mio:Netanyahu e Trumpsembrano due piromani che giocano a chi lancia il fiammifero più vicino alla cisterna della benzina.
- Da una parte c’èBibi, che pur di non finire davanti a un giudice o fuori dal palazzo, è disposto a trasformare l’intero Medio Oriente in un cimitero a cielo aperto. La sua non è difesa, è unacrociata personalealimentata dal sangue degli innocenti, israeliani o palestinesi che siano.
- Dall’altra c’è l’amico americano, quello col ciuffo, che soffia sul fuoco per un pugno di voti e per il gusto del caos, trattando la vita umana come se fosse una clausola di un contratto immobiliare fallito.
Vederli insieme fa venire i brividi: due ego smisurati che ballano sulle macerie mentre la gente a Haifa e Tel Aviv finalmente scende in strada a gridargli che hanno stancato.
L’Europa delle belle statuine (e l’Italia che sta a guardare)
Ma la rabbia vera, quella che ti fa andare il corino di traverso, viene guardando verso casa nostra. L’Europa? Un condominio di lusso dove si litiga sul colore delle tendine mentre il palazzo di fianco brucia. Fanno i vertici, scrivono i “comunicati di preoccupazione”, usano le parole difficili… ma di concreto?Niente.Solo chiacchiere e distintivo.
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E l’Italia? Noi siamo i campioni del “vorrei ma non posso”. Siamo bravissimi a fare i pesci in barile. Mandiamo aiuti, facciamo i discorsi accorati in TV, ma non abbiamo il coraggio di battere i pugni sul tavolo e dire “Basta armi, basta complicità”. Restiamo lì, a fare i maggiordomi di chi decide le sorti del mondo, mentre i massacri di innocenti diventano solo un numero in fondo al telegiornale.
“Il silenzio dei giusti è il rumore più forte che ci sia,” diceva quello. E noi qui, tra l’Europa e l’Italia, stiamo facendo un baccano infernale con la nostra indifferenza.
La piazza non mente
Se persino chi vive sotto le bombe di Tel Aviv trova la forza di urlare contro i propri leader, noi che stiamo al calduccio nel bar di Grazia non possiamo stare zitti. La guerra tra Israele e Iran non è una fatalità, è una scelta. Una scelta fatta da uomini piccoli che si credono giganti, spalleggiati da un’Occidente che ha perso la bussola e la dignità.
Oggi il caffè non lo offro a nessuno. C’è troppo poco da festeggiare.
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