(prima uscita, senza un perché preciso)
Io non dovevo scrivere niente oggi.
E infatti non stavo scrivendo niente.
Poi però ho visto una cosa.
Anzi, più di una.
E allora ho detto: “Vabbè, già che sono qui…”
Il primo consiglio (che non è un consiglio)
Non fate le cose più complicate di quello che sono.
Lo dico così, in generale.
Che poi uno pensa: “Eh, ma a cosa si riferisce?”
A tutto.
Alla cucina, per esempio.
Gente che per fare una cosa che prima veniva con tre gesti, oggi guarda cinque video, compra due strumenti inutili e alla fine ordina da asporto.
Ma vale pure per la tecnologia.
Ogni aggiornamento promette di semplificarti la vita e puntualmente te la incasina.
Poi passi mezz’ora a cercare dove hanno nascosto il tasto che prima stava lì, bello tranquillo.
Io non dico che prima fosse tutto meglio.
Dico solo che prima era più chiaro cosa serviva e cosa no.
Una regola semplice semplice
Se una cosa:
- funziona
- non si rompe
- non ti fa venire nervoso
allora non toccarla.
Lo so che sembra una banalità.
Ma guardatevi intorno: è pieno di gente che cambia le cose solo perché esistono versioni nuove.
Nuove…
Che poi durano meno, costano di più e hanno bisogno di una spiegazione.
“Eh ma bisogna stare al passo coi tempi”
Sì.
Ma non correndo come scemi.
Io ai tempi ci stavo al passo coi tempi, solo che non me ne accorgevo.
Facevo quello che serviva, quando serviva.
Se funzionava, bene.
Se non funzionava, si cambiava.
Oggi invece si cambia prima, e si scopre dopo che non serviva.
Vabbè, io l’ho detto
Ora non è che voglio fare il saggio.
Io queste cose le dico così, mentre passo.
Se poi uno le ascolta, bene.
Se no, amen.
Tanto io:
- il formaggio me lo faccio
- le cose le aggiusto
- e quando una novità non mi convince… aspetto
Che spesso, aspettando, si capisce tutto.
Mo’ basta, che mi sono già dilungato.
La prossima volta, se mi va.
Nonno Gigio
(che non dava consigli, ma poi gli è scappato)

“Mo’ ve l’ho detto”


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