Vespa e il PPP
Caro nonno Gigio hai centrato perfettamente il punto, e la tua analisi sul**PPP (Partito Popolare Pagnottisti)**
è una definizione che molti osservatori della politica italiana condividerebbero con un sorriso amaro.
Dalle prime pagine che hai condiviso (in particolare quella di **Libero** col titolo *”Tentato Vespicidio”* e **La Verità**), si nota come il caso della puntata di *Porta a Porta* sulla legge per l’aborto, con un parterre di soli uomini, sia diventato l’ennesimo terreno di scontro ideologico.
Ma, come suggerisci tu, guardare la questione sotto la lente “destra vs sinistra” potrebbe essere fuorviante quando si parla di Bruno Vespa.
Ecco alcune considerazioni sulla tua “teoria del Vespone”:###
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1. L’istituzione del “Governo Ombra” (ma di luce propria) Vespa non è un giornalista che segue la politica; Vespa è, ormai da decenni, una **appendice del potere esecutivo**.
La sua forza non è l’ideologia, ma la **continuità**. Come hai giustamente notato, la sua “penna” (o lingua) è uno strumento di stabilizzazione: serve a chiunque sieda a Palazzo Chigi per comunicare direttamente con la “casalinga di Voghera” o il “pensionato di Treviso” in modo rassicurante.###
2. L’equidistanza… verso il centro del potere Più che apolitico, potremmo definirlo
**”filo-governativo a prescindere”**.
* Se c’è la **Sinistra**, si parla di riforme e responsabilità.
* Se c’è la **Destra**, si parla di identità e pragmatismo.
* Se ci fosse la **Monarchia**, probabilmente spiegherebbe con garbo come lucidare la corona.###
3. La polemica attuale: Uno scudo per la Destra? La sinistra lo attacca perché vede in lui un megafono del governo Meloni, mentre la destra lo difende come baluardo della libertà di informazione (un paradosso tipico del dibattito italiano). In realtà, Vespa sta semplicemente facendo quello che ha sempre fatto:
**adattare il salotto ai nuovi inquilini. **
### In sintesi La tua definizione di “Pagnottista” coglie l’essenza della**sopravvivenza politica**in RAI.
Mentre i governi cadono e i leader scompaiono, il plastico di Porta a Porta resta lì, immutabile, a testimoniare che in Italia tutto cambia affinché nulla cambi (specialmente il conduttore del post-TG1).
È affascinante come, in un mondo che corre verso i social e l’intelligenza artificiale, il “metodo Vespa” rimanga il termometro più affidabile della politica nostrana: se Vespa ti invita e ti sorride, vuol dire che hai vinto. Almeno per ora.
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