Perché al funerale di Alvaro Vitali i suoi colleghi non c’erano?
Banfi, ai tempi in Vitali faceva film, era probabilmente il più noto tra i suoi colleghi in senso stretto e la sua assenza pare sia stata legata a “dei contrasti mai del tutto chiariti tra i due”.
Verdone, con cui ha fatto l’ultima collaborazione, era presente.
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Carlo Verdone, arrivato con sobrietà e grande rispetto, ha voluto essere presente non solo come amico, ma anche come collega che aveva appena finito di lavorare con Vitali.
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Lando Buzzanca, Mario Carotenuto, Renzo Montagnani, Marino Girolami… i rappresentanti di quella commedia all’italiana da alcuni definita di serie B sono tutti morti. Vitali era uno degli ultimi superstiti di un’epoca tramontata.
Purtroppo, a differenza di Banfi, Vitali non è riuscito a reinventarsi ed è rimasto fuori dall’ambiente professionale che l’aveva reso famoso: è rimasto legato all’immagine del Pierino, un’immagine amata da molti, ma anche oggetto di scherno negli ambienti culturali. Questo lo ha portato a un lento ma progressivo isolamento.
In sintesi, Alvaro Vitali è stato il volto di una comicità popolare e rozza, che ha fatto ridere milioni di italiani. Tuttavia, proprio per il suo essere grezzo, quel tipo di umorismo non piaceva a una parte del pubblico, più orientata verso forme di comicità intelligenti o ricercate, e alla critica.
La sua solitudine finale, anche al funerale, riflette forse questa distanza tra il successo popolare e l’assenza di un reale valore culturale o artistico.
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