In Italia siamo poco patriottici?
1) Come Stato unito lo siamo da poco più di 160 anni: un’inezia rispetto ad altri Stati che vantano un’unità politica fin dal Medioevo (Portogallo, Danimarca).
Anche Stati più confrontabili al nostro come estensione e popolazione (Francia, Spagna, Regno Unito) possono vantare un’unità politica precedente di vari secoli la nostra.
Tra gli Stati europei di una certa importanza ancora esistenti, solo la Germania ha avuto una storia comparabile all’italiana, fatta di frammentazioni, occupazioni e invasioni “straniere”.
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Quasi inevitabile che prevalgano ancora campanilismi e rivalità anche tra città vicine e che alcune persone conoscano molto meglio la loro storia cittadina che quella nazionale.
Vero poi che persino gli Stati citati sopra, con una secolare storia di unità nazionale, di recente hanno al loro interno dei rigurgiti indipendentistici di alcune loro parti costituitive.
Vedi, per dire, la Corsica che, seppure francese da più di 250 anni, ancora rivendica una sua indipendenza da Parigi, fino a ottenere una sorta di statuto speciale. Unica eccezione, per il momento, in uno Stato per definizione accentratore.
Sul caso catalano, basco, nordirlandese e scozzese credo che le cronache degli ultimi anni parlino chiaro.
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2) Per reazione al fascismo nazionalista, nel secondo dopoguerra pian piano si cercò in tutti i modi, a livello politico, di ridimensionare il più possibile i concetti come “patria” e “nazione”.
Oltretutto i due principali blocchi (DC e PCI) avevano entrambi una vocazione più universalistica, prendendo a modello e ispirazione Stati o concetti difficilmente conciliabili con valori così campanilistici come poteva essere l’amor di patria. La DC, ad esempio, aveva come riferimento il Cattolicesimo che veniva prima della propria nazione, mentre il PCI, dopo aver avuto per anni come modello l’URSS, poi cercò una strada autonoma, ma sempre nel solco del marxismo.
Anche in seguito, con la crisi delle ideologie (prima) e con Tangentopoli (poco dopo) e la fine dei partiti tradizionali, anziché nascere un sano patriottismo ci fu, al contrario, il voler creare patrie fittizie. La disaffezione da parte di molti della classe politica corrotta e collusa coincise in toto con il disgusto della Nazione stessa.
Per questo dagli anni ’90 si è visto il sorgere o l’acuirsi di fenomeni secessionistici anche in luoghi dove furono sempre marginali. Il più consistente fu ovviamente quello della Lega Lombarda (poi Lega Nord) che in tutto e per tutto si voleva configurare quasi come una nazione antagonista al resto della Penisola, attingendo in pieno ai simboli e rituali tipici di uno Stato indipendente.
In parallelo al Sud ci fu una rinascita di quello che poi verrà definito neoborbonismo. Meno organizzato a livello politico rispetto alla varie “Leghe” ma allo stesso modo fortemente critico verso l’Unità del Paese.
Solo più recentemente si è cercato da più parti di recuperare un po’ di sano patriottismo e alcuni partiti politici tentarono di farlo a partire dal nome stesso della loro formazione (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Italia Viva, Italia dei Valori ecc.)
Dal punto di vista invece più “popolare” non si son fatti troppi passi in avanti. Al di là di alcuni aspetti e atteggiamenti nazionalistici più che patriottici, si vede ancora molto individualismo.
Al limite ci si sente patriottici solo per andare contro a qualcun altro, che sia l’Europa, la Nato, la Russia o i Paesi extracomunitari, ma senza un sentimento che davvero accomuni tutti.
3) Ancora oggi soprattutto è tipico della Sinistra ripudiare quasi in toto il patriottismo, associandolo alla Destra, in special modo fascista.
Al contrario, nel Risorgimento italiano molti patrioti oggi li collocheremmo a Sinistra, addirittura estrema (Ugo Foscolo, Filippo Buonarroti, Aurelio Saffi, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Carlo Cattaneo, ecc.) ma anche alla Resistenza, molti partigiani che vi presero direttamente parte, erano riconducibili a partiti o movimenti di Sinistra.
Purtroppo questa cosa si perse man mano negli anni successivi, dove la Sinistra, come detto sopra, rinnegherà il concetto di patria, preferendole altre definizioni, consegnando in pratica il patriottismo alla Destra estrema. I risultati, ancora oggi, sono sotto gli occhi di tutti.
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