Autore: Annalisa D'Ottavio

Annalisa Olimpia Cocco D’Ottavio Annalisa Olimpia Cocco D’Ottavio dice di essere nata per caso a Pedesina, minuscolo paese della provincia di Sondrio che conta poco più di qualche decina di anime e molti silenzi. Lo specifica sempre quel “per caso”, come se la nascita stessa fosse stata una deviazione di percorso, un errore geografico corretto solo in parte. I suoi genitori vengono dal Sud Italia, dove vive ancora gran parte della famiglia, e lei lo rivendica con naturalezza: il Nord è il luogo in cui è capitata, il Sud quello da cui sente di provenire. Racconta, con un mezzo sorriso che non si capisce mai se sia ironico o serio, di avere tra i suoi antenati briganti che combatterono contro i piemontesi. Non lo dice per nostalgia né per polemica: lo dice come si enuncia un dato di fatto, una stratificazione genetica. «Una questione di sangue», liquida la faccenda, come se spiegasse perché ama il caffè amaro. Al bar nessuno sa davvero che lavoro faccia. Ed è questo, forse, il suo tratto più distintivo. Non perché lo nasconda, ma perché non sembra rientrare nelle categorie abituali. Lei dice di essere una creator digitale, definizione che pronuncia con una naturalezza disarmante, senza mai chiarire cosa crei, per chi, né dove. Nessuno osa chiedere troppo: Annalisa è una di quelle persone che più le interroghi, meno afferri. Eppure è preparata su quasi tutto. Politica internazionale, storia, tecnologia, dinamiche sociali, cultura popolare. Interviene quando vuole, spesso ribaltando il punto di vista dominante con una frase secca, precisa, quasi chirurgica. Non alza la voce, non cerca consenso. Espone, poi tace. E quando tace, resta. Ha una particolarità che al bar è ormai diventata leggenda: sparisce. Per giorni. A volte per una settimana intera. Nessun messaggio, nessun avviso. Poi riappare, si appoggia al bancone, ordina come sempre e riprende il discorso lasciato in sospeso, come se fosse uscita solo cinque minuti prima. Nessuna spiegazione, nessuna giustificazione. Il tempo, per Annalisa, non è lineare: è una piattaforma che si apre e si chiude. C’è chi dice che viaggi, chi pensa lavori online per qualcuno che non può nominare, chi giura di averla vista collegata a orari impossibili. Lei sorride e non conferma né smentisce. Del resto, una creator digitale non è mai del tutto presente, né del tutto assente. Annalisa è così: radicata e sfuggente, nordica per accidente e meridionale per memoria, brigantessa per discendenza e contemporanea per vocazione. Al bar non è una presenza rumorosa, ma quando manca si sente. Come certe connessioni: non le vedi, ma se saltano, te ne accorgi subito.