
Questa mattina al bar la notizia calda non è stata né la temperatura gelida fuori né l’ultimo episodio della serie tv di cui si parla in città…e nemmeno il pareggio del Napoli nella partita contro l’Inter a Milano………. ma la liberazione dell’imprenditore torinese Mario Burlò, detenuto in Venezuela da più di un anno.
📞 La telefonata che ha scosso la notte
Era il cuore della notte italiana quando dagli uffici consolari italiani a Caracas è arrivata una lunga telefonata: Burlò ha chiamato sua figlia Gianna per annunciarle che finalmente era libero e per rassicurarla sulle proprie condizioni di salute.
«Sta benone» ha riferito l’avvocato Maurizio Basile, che lo assiste nei processi in Italia. Dopo mesi di silenzio, quella voce al telefono era l’inizio di una nuova pagina per tutta la famiglia.
🕊️ Una liberazione che fa notizia
La scarcerazione di Burlò, insieme a quella del cooperante Alberto Trentini, è stata confermata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani: i due connazionali sono ora nella sede dell’ambasciata italiana a Caracas e presto torneranno in Italia.
Il governo italiano parla di un gesto importante da parte delle autorità venezuelane, che secondo Roma lancerebbe un segnale di apertura dopo mesi di tensioni diplomatiche.
✈️ Ritorno in patria
Un aereo è già partito da Roma per riportare Burlò e Trentini a casa: si parla di arrivo in Italia entro poche ore.
Al bar, la gente commenta: c’è chi spera che la buona notizia apra una stagione diversa nei rapporti con il Venezuela e chi si commuove pensando alle famiglie che finalmente possono riabbracciare i propri cari.
🤔 Chi è Burlò?
Per chi non lo conosce, Mario Burlò è un imprenditore 52enne di Torino, entrato in Venezuela nel 2024 in cerca di opportunità di lavoro. Arrestato poco dopo il confine, è rimasto in carcere senza che venissero chiarite le accuse a suo carico, una situazione di forte incertezza che ha tenuto con il fiato sospeso familiari e amici per oltre un anno.
☕ Al bar si dice…
«Meno male che finalmente abbiamo una bella notizia», commenta uno dei soliti mattinieri con il giornale in mano.
«Speriamo sia davvero l’inizio di un cambiamento», aggiunge un altro, mentre la GRAZIA (per gli amici la bella Graziella) gira due caffè extra alla salute di Burlò e degli altri italiani liberati.
