Sánchez mette Meloni con le spalle al muro:

L’ennesima figuraccia internazionale dell’Italia
Clamoroso quello che sta succedendo.
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha deciso di prendere carta e penna e ha risposto direttamente all’Italia di Giorgia Meloni per la sciagurata (e illogica) sospensione di Schengen con la Spagna dopo la crisi di Ceuta.
È un comunicato politicamente perfetto quanto durissimo nei toni con cui Sánchez ha rimesso ancora una volta i puntini sulle i sull’irresponsabilità e l’incoerenza del governo Meloni sul tema migranti.
Dando loro l’ennesima lezione di politica e di realtà.
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Fa così:
“Il primo agosto il governo italiano ha reintrodotto i controlli di frontiera con la Spagna, influenzando la mobilità di migliaia di passeggeri e generando incertezza legale nel pieno periodo estivo.
Questa misura, senza precedenti nella storia recente, è stata adottata senza preavviso, unilateralmente e con argomentazioni fallaci che non rispettano né il Codice delle frontiere Schengen né la verità.
Una misura ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola.
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Invitiamo il governo italiano a fare marcia indietro, porre fine ai controlli e trattare gli spagnoli come il resto dei cittadini europei. Qualora non lo facesse entro la conclusione di domenica 9 agosto, la Spagna sarà costretta ad adottare misure proporzionate per tutelare gli interessi e la dignità dei propri cittadini.”
Non solo.
Sánchez ha anche ricordato a Meloni che “l’Italia non rispetta il Regolamento di Dublino dal 2022” e che pertanto – tradotto – non è titolata a dare lezioni di diritto europeo alla Spagna o a chicchessia.
Parole sacrosante. L’ennesima lezione politica di Sánchez a Meloni e Tajani. L’ennesima figuraccia internazionale, con tanto di crisi diplomatica con un Paese alleato.
E pure un ultimatum.
Se entro 48 ore l’Italia non tornerà sui suoi passi, ci saranno conseguenze proporzionate.
Ma vi rendete conto?
Questi irresponsabili ci stanno trascinando in una crisi politica e diplomatica per inseguire Vannacci a colpi di propaganda.
Prima che sia tardi, tornate sui vostri passi, chiedete scusa , alla Spagna, all’Europa.
Ma soprattutto agli italiani.
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