La verità sull’incidente della funivia del Cermis del 1998.
Personale di soccorso sul luogo del disastro della funivia del Cermis, Cavalese 1998.
Quello che è successo in Val di Fiemme non è stato un tragico errore, ma un omicidio plurimo commesso per noia da quattro militari americani.
Il 3 febbraio 1998,un aereo militare EA-6B Prowler dei Marines ha tranciato i cavi della funivia del Cermisnon a causa di un guasto tecnico o del maltempo, ma perché l’equipaggio aveva deciso di trasformare le Alpi italiane nel proprio parco giochi personale. I piloti stavano volando a una quota criminale, molto al di sotto del limite minimo consentito, sfrecciando a centinaia di chilometri orari in una valle stretta solo per provare il brivido della velocità e filmare le loro prodezze da Top Gun dei poveri.
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La cabina della funivia, agganciata dal velivolo, è precipitata nel vuoto per oltre cento metri,schiantandosi al suolo e uccidendo sul colpo venti persone innocentiche stavano semplicemente tornando da una giornata sulla neve. Non è stata una fatalità imprevedibile. È stata la conseguenza diretta e inevitabile dell’arroganza di chi si sente padrone del mondo e crede che le regole di sicurezza siano solo suggerimenti facoltativi per i deboli.
La vera infamia si è consumata subito dopo lo schianto, quando l’istinto di sopravvivenza dei colpevoli si è trasformato in pura e lucida vigliaccheria. Tornati alla base di Aviano con l’ala danneggiata e il sangue di venti civili sulla coscienza, il pilota Richard Ashby e il navigatore Joseph Schweitzer non hanno pensato alle vittime o alle loro famiglie. Hanno pensato esclusivamente a salvare la propria carriera.Hanno preso la videocassetta che aveva registrato il volo, la prova regina che avrebbe dimostrato senza ombra di dubbio la loro condotta spericolata e la violazione delle quote minime, e l’hanno fatta sparire, distruggendola fisicamente o sostituendola con una vuota
Questo atto di insabbiamento deliberato dimostra che erano perfettamente consapevoli di aver commesso un crimine. Non erano soldati dispiaciuti per un incidente. Erano delinquenti che cercavano di cancellare le impronte digitali dalla scena del delitto, protetti da una divisa che in quel momento stavano disonorando nel modo più assoluto.
I Marines americani coinvolti nel processo per l’incidente della funivia del Cermis.
La conclusione giudiziaria di questa storia è uno sputo in faccia alla giustizia e alla sovranità italiana. Grazie agli accordi NATO, i responsabili non sono stati giudicati in Italia, dove avrebbero rischiato anni di galera per strage, ma sono stati spediti negli Stati Uniti per essere processati da una corte marziale amica. Il verdetto è stato una farsa che grida vendetta.Sono stati assolti dalle accuse di omicidio colposoperché la giuria militare ha deciso di credere alla scusa patetica delle mappe non aggiornate. Solo in un secondo momento sono stati condannati per aver distrutto il video, ricevendo pene ridicole e il congedo con disonore.
Venti persone sono state fatte a pezzi e nessuno ha pagato davvero per le loro vite. L’Italia ha accettato in silenzio di valere meno di un aereo americano, incassando un risarcimento economico che non cancella l’umiliazione di essere considerati una colonia dove i padroni possono uccidere impunemente.
Note a piè di pagina[1]Quando due piloti americani uccisero 20 persone in Italia senza che nessuno pagasse mai
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