I golpe dimenticati: l’Italia che ha rischiato di cambiare volto

oggi tutti parlano di violenza di piazza di sinistra ed è forse arrivato il momento di rinfrescare la memoria a qualcuno

spero che queste poche righe servano a qualcuno a ricordare da dove arriva il vero pericolo per questo paese

La storia del dopoguerra italiano è attraversata da ombre lunghe e inquietanti. Tra queste, due tentativi di colpo di stato spiccano per gravità e implicazioni: il “Piano Solo” del 1964 e il “Golpe Borghese” del 1970.

• Il Piano Solo (1964)

Ideato dal generale dei Carabinieri Giovanni De Lorenzo su richiesta del Presidente della Repubblica Antonio Segni, il Piano Solo era ufficialmente un piano d’emergenza per “stabilizzare” il paese in caso di disordini. In realtà prevedeva l’arresto e la deportazione di centinaia di esponenti politici, sindacalisti e giornalisti ritenuti pericolosi. Non fu mai attuato, ma la sua esistenza, rivelata anni dopo da L’Espresso, provocò uno scandalo enorme e diede il via a indagini e processi. Nessuno fu condannato.

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• Il Golpe Borghese (1970)

Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970, Junio Valerio Borghese — ex comandante della Xª Mas — tentò un vero colpo di stato, con l’appoggio di settori dell’estrema destra, militari e apparati deviati dello Stato. Il piano prevedeva l’occupazione dei ministeri, il rapimento del Presidente della Repubblica e la diffusione di un proclama golpista. Ma all’ultimo momento, Borghese ordinò il ritiro delle truppe. Perché? Le ipotesi sono molte, ma una delle più accreditate porta a Washington.

Gli Stati Uniti, preoccupati dall’ascesa del Partito Comunista Italiano e dalle aperture di Aldo Moro, non escludevano un intervento “stabilizzatore”. Tuttavia, Borghese non era il volto adatto per guidare una nuova Italia: troppo compromesso, troppo impresentabile. Secondo alcune ricostruzioni, fu proprio su pressione americana che il golpe venne fermato. Gli organizzatori furono arrestati, alcuni con mandati internazionali. Ma anche qui: nessuna condanna. Alcuni finirono persino in Parlamento, tra le fila del Movimento Sociale Italiano come il generale Vito Miceli.

Dopo essere stato coinvolto nelle indagini sul tentato colpo di Stato, Miceli fu eletto deputato per tre legislature grazie all’appoggio di

Giorgio Almirante fascista mai pentito e motivo di ispirazione ed esempio di vita dell’attuale premier italiano che cosi lo ha definito:

“Un uomo coraggioso, onesto, rispettato e stimato dagli amici ma anche dai suoi avversari. Un grande politico che ha saputo trasmettere alle successive generazioni idee, valori, tradizioni e un infinito amore per la nostra Nazione. La destra italiana non dimentica”

anche dopo le comprovate omissioni e presunte complicità della destra italiana istituzionale di cui Almirante era leader all’eversione di destra che tra il 1969 e il 1984

PER 15 ANNI getto questo paese nel terrore e causò più di 400 morti e oltre 1000 feriti in Italia

• La strategia della tensione e oltre

Questi episodi, insieme al “golpe bianco” di Edgardo Sogno (1974), sono parte di quella che viene definita “strategia della tensione”: un periodo oscuro, fatto di stragi, complotti e tentativi di destabilizzazione eversiva. Ma a questa lista io aggiungo anche Mani Pulite.

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Non fu un golpe militare, ma forse l’unico vero colpo di stato riuscito. Un’operazione che ha smantellato l’ordine politico, economico e amministrativo della Prima Repubblica, lasciandoci in balia di ciò che oggi chiamiamo — con un misto di rassegnazione e orrore — Seconda Repubblica.

altro che violenza di piazza di sinistra

• L’eversione nera non è mai morta!

L’eversione nera sostenuta e tenuta in vita anche dagli interessi d’oltre oceano, non si è mai arresa. Ha cambiato pelle, linguaggio, simboli.

Oggi si traveste da liberismo, da modernità, si dice difensore dei valori della famiglia tradizionale e degli interessi nazionali mentre con le azioni invece, quotidianamente tradisce gli italiani svendendoli al migliore offerente.

Ma il progetto di fondo è sempre lo stesso: ridare vita ad un regime autoritario, di richiamo fascista, che si impone con la repressione, la censura ,la propaganda, la paura e la disinformazione.

è ora di restare vigili.

Perché mai come oggi questa minaccia, sostenuta anche da interessi che sono fuori dai nostri confini, è

REALE!!

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