GRATTERI APRE IL CODICE E CROLLA LA PROPAGANDA DELLA “SICUREZZA”

Ieri 23-9-2026 Nicola Gratteri a Otto e mezzo non ha avuto bisogno di urlare: ha semplicemente messo in fila le leggi approvate da questo governo e il quadro che ne viene fuori è devastante per chi da quattro anni si riempie la bocca di sicurezza, legalità e certezza della pena. Gratteri ricorda innanzitutto che la giustizia, nella divisione politica della maggioranza, è stata di fatto affidata a Forza Italia, il partito che più chiaramente ha portato avanti queste riforme; e aggiunge un particolare pesantissimo: sulla norma che limita e sottopone maggiormente al controllo del giudice il sequestro degli smartphone, Forza Italia tentava da circa un anno e mezzo di ottenere il via libera, mentre una parte di Fratelli d’Italia era contraria, e ora, nel pieno delle tensioni e degli equilibri interni alla maggioranza, quella riforma torna improvvisamente avanti.
Ed ecco il capolavoro delle contraddizioni: gridano contro gli spacciatori nelle stazioni e nei quartieri, ma hanno introdotto l’interrogatorio preventivo che, nei casi previsti dalla legge, può imporre di chiamare l’indagato prima della misura cautelare; e Gratteri lo traduce brutalmente nella vita reale: se devi avvertire prima lo spacciatore, quando andrai a casa sua rischierai di non trovare più né cocaina, né bilancino, né bustine. Poi si interviene sugli smartphone, che oggi possono contenere chat, contatti, fotografie, spostamenti e prove decisive, introducendo ulteriori passaggi davanti al giudice: secondo Gratteri significa rallentare ancora una volta l’acquisizione della prova. E qui il procuratore ricorda una cosa che la propaganda dimentica sempre: i magistrati devono applicare le leggi, ma quelle leggi le fanno i politici.
Poi c’è la certezza della pena: Gratteri denuncia la possibilità, prevista dalla normativa entrata in vigore quest’estate, che determinati tossicodipendenti con pene residue molto elevate accedano a percorsi terapeutici esterni e la definisce senza mezzi termini uno “svuota-carceri mascherato”. Non contesta che il piccolo tossicodipendente che ruba per comprarsi la dose debba essere curato invece di marcire in carcere; contesta che quello stesso principio possa produrre effetti su condannati con anni e anni ancora da scontare. Ed ecco un’altra contraddizione: la destra del “buttiamo via la chiave” che, secondo Gratteri, realizza nei fatti ciò che politicamente non potrebbe chiamare né amnistia né indulto.
E mentre tutto questo accade, si continua a gridare contro i giudici. Ma Gratteri porta l’esempio Delmastro: il pubblico ministero chiede l’assoluzione, il giudice condanna. Dov’è allora quella magistratura monolitica in cui PM e giudice sarebbero la stessa cosa? Il caso dimostra esattamente il contrario: accusa e giudice possono arrivare a conclusioni opposte.
Poi la grande parola magica: “sicurezza”. Islamizzazione, immigrati, emergenza stranieri. Gratteri risponde ricordando agli italiani che interi settori produttivi del Veneto, dell’Emilia-Romagna e della Lombardia funzionano grazie ai lavoratori stranieri e dice una cosa elementare che dovrebbe essere il principio di qualsiasi Stato serio: non bisogna distinguere fra italiano e straniero, ma fra chi commette reati e chi non li commette. E aggiunge che se oggi abbiamo bisogno di immigrazione è anche perché per decenni la politica non ha dato ai giovani case accessibili, asili, salari e condizioni per mettere su famiglia.
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E mentre si inventano emergenze su burqa e “quote” di bambini stranieri nelle classi, Cazzullo ricorda la circolare di Sergio Mattarella: prima di essere stranieri, sono alunni, bambini che vanno integrati e messi nelle condizioni di imparare l’italiano. L’articolo 3 della Costituzione dice che siamo uguali davanti alla legge ed è, nel suo impianto, il rovesciamento esatto della discriminazione fascista.
Alla fine resta una fotografia inquietante: Forza Italia spinge da anni sulle riforme della giustizia, una parte di Fratelli d’Italia su alcune di esse avrebbe avuto forti resistenze, ma intanto il governo nel suo complesso le approva e poi continua a vendersi agli italiani come il governo della sicurezza. Gratteri stasera ha tolto gli slogan e lasciato sul tavolo soltanto le norme. E quando leggi le norme invece dei comunicati stampa, la domanda diventa inevitabile: state davvero rendendo più facile arrestare chi delinque, raccogliere le prove e garantire la certezza della pena, oppure state costruendo una giustizia più lenta mentre in televisione raccontate esattamente il contrario?
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