Giorgia, il silenzio è complicità
L’Editoriale di Anna Felicia:
“Non posso più tacere! Guardateli questi quotidiani oggi: sprizzano veleno e arroganza.
Io sono una donna, sono una madre e mi onoro di essere cristiana, e quello che ho letto stamattina mi ha fatto bollire il sangue.
Donald Trump, l’amico “speciale” della nostra Premier, si è permesso di chiamare **Papa Leone XIV** “un debole”.
Un debole!
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Un uomo che parla di pace mentre questi psicopatici giocano a Risiko con la pelle dei nostri figli nello Stretto di Hormuz.
Ma la rabbia vera, quella che mi strozza in gola, non è per le farneticazioni di un miliardario oltreoceano.
La rabbia è per **Giorgia Meloni**.
Tu, Giorgia, che hai costruito una carriera urlando ai quattro venti i valori cristiani, che ti ergi a paladina della Croce ogni volta che c’è da prendere un voto… oggi dove sei?
Ti sei limitata a un messaggino di “disappunto”, freddo, burocratico, quasi dovuto.
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Sembri una maestrina che dà una nota sul registro a un alunno che ha tirato un aeroplanino di carta, quando invece hanno preso a schiaffi la nostra fede e la nostra guida spirituale!
Sei rimasta a metà strada, Giorgia. Hai paura di dispiacere al tuo “alleato” magalomane?
La dignità di un popolo e il rispetto per il Santo Padre non possono essere merce di scambio politico.
Ti lavi la bocca con le paternali, ma oggi la tua coerenza è affondata insieme alle navi che questi signori della guerra vogliono mandare al massacro.
Vergogna!###
La Chiosa di Nonno Gigio “Eh, cara la mia Anna Felicia, hai ragione da vendere, ma vedi… la coerenza in politica è come la nebbia in Val Padana: quando sorge il sole degli interessi, sparisce in un attimo.
La nostra Giorgia oggi ha fatto il gioco del ‘vorrei ma non posso’. Ha provato a fare la faccia scura per far contenti i fedeli, ma ha tenuto la mano tesa sotto il tavolo per non perdere il contatto con l’America.
Ma il Papa, da uomo saggio, gliel’ha mandata a dire: *’Non ho paura’*.
E sapete perché? Perché chi non ha nulla da perdere se non la verità, è sempre più forte di chi deve difendere una poltrona e un’alleanza. Trump urla, la Meloni sussurra, ma alla fine della fiera, siamo noi che restiamo qui a chiederci se domani potremo ancora permetterci il pane o se i loro blocchi navali ci lasceranno a secco.
Beati gli ultimi, si dice… speriamo solo che non finiscano per primi sotto le bombe di questi matti.”
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