Detrazione del costo del nutrizionista

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Il nutrizionista non è propriamente un medico, ma un biologo: è cioè un professionista che, inserito nel Servizio sanitario nazionale, valuta e studia i bisogni nutritivi ed energetici della persona nonché le abitudini e le necessità alimentari, ed elabora diete ottimali per le persone sane [1]. Non essendo un medico, il corrispettivo che viene pagato dal cliente al nutrizionista  non sarebbe detraibile perché, come noto, solo le spese mediche propriamente intese possono essere detratte dalle tasse.

Tuttavia, nell’epoca moderna caratterizzata spesso da patologie alimentari e da obesità, molti si rivolgono al biologo nutrizionista per farsi consigliare diete o trattamenti per il benessere alimentare.

Ecco allora che a date condizioni è possibile detrarre il costo della prestazione del nutrizionista, cioè i pagamenti fatti per i suoi onorari professionali.

Vediamo a che condizione è detraibile il costo del nutrizionista.

Il compito del biologo nutrizionista ai fini della detrazione

Innanzitutto, proprio perché il nutrizionista non è un medico ma un biologo, è stabilito che egli può prescrivere diete e trattamenti per il benessere alimentare solo a persone sane, non malate. Il nutrizionista può quindi consigliare diete o altri trattamenti similari solo a persone che non siano portatrici di patologie, al fine di migliorarne il complessivo benessere: tutti coloro che sono portatori di patologie devono quindi rivolgersi al medico e non al nutrizionista.

In sostanza quindi il biologo nutrizionista, in quanto esercente una attività professionale non medica ma comunque attinente alla salute delle persone, può prescrivere diete a soggetti sani e soltanto ad essi.

Come si detrae il costo del nutrizionista

Sulla base di questo presupposto – ovvero la prescrizione di diete a soggetto sano da parte di un biologo nutrizionista regolarmente iscritto all’albo – è possibile per il cliente detrarre il costo della prestazione del nutrizionista.

Innanzitutto, la persona può recarsi dal nutrizionista di sua spontanea volontà, senza che – a fini fiscali – sia richiesta una prescrizione medica in tal senso.

Dopodiché, ai fini della corretta detrazione del costo del nutrizionista, è necessario che il nutrizionista rilasci alla fine della visita, un documento che certifichi il corrispettivo ottenuto dal cliente. Il documento rilasciato al cliente dovrà contenere:

  • il titolo professionale del nutrizionista
  • la descrizione della visita nutrizionale effettuata
  • la descrizione della dieta consigliata

 

A quanto ammonta la detrazione del costo del nutrizionista

Una volta che ricorrono questi presupposti, la detrazione del costo del nutrizionista segue le stesse norme previste per la detrazione dei costi delle prestazioni mediche: dunque, il costo del nutrizionista sarà detraibile ai fini Irpef per la quota del 19% sull’eccedente la somma di euro 129,11.

Elaborazione della dieta esente da Iva

Le prestazioni del biologo nutrizionista ed in particolare quella di elaborazione della dieta è esente dal campo di applicazione dell’Iva [2].

note

[1] Art. 3 della L. n. 396/1967.

[2] Art. 1 del D. Min. Sanità del 17.05.2002; Art. 10 del D.P.R. n. 633/1972.

Autore immagine: Pixabay

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