AVERSA. Attenti a quei 3: Bisceglia, De Cristofaro e Nino Della Gatta, presidio alto per evitare nel Puc un nuovo sacco della città. E Palmiero coinvolge il professore Coppola

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Enrico De Cristofaro, Carmine Palmiero e Nino Della Gatta

Il consigliere di Noi Aversani prepara eventi pubblici per costringere il partito degli ingegneri e degli architetti ad uscire allo scoperto

AVERSA – (g.g.) Carmine Palmiero merita una visibilità in questo giornale perchè, diciamocela tutta, è uno dei pochissimi, se non  l’unico consigliere comunale che sta svolgendo, dal momento in cui il gruppo di Noi Aversani ha lasciato la maggioranza, la sua azione di opposizione democratica con impegno e passione. Certo, fare la minoranza può darti visibilità, ma è talmente scomodo, talmente disagevole, a volte difficile a partire dalle necessità di dover studiare atti ed altri documenti amministrativi, che in pochi sono realmente intenzionati a farlo e in pochi resistono a lungo nel farlo. Insomma, chi si impegna seriamente nel rappresentare la minoranza, merita la visibilità che cerca e anche di avere una prospettiva, una chance per essere, un domani, maggioranza governante e amministrazione attiva.

Prendete,ad esempio, quelli di Noi Aversani. Fino a quando erano nei banchi del governo, si notava l’attività dei consiglieri comunali ma soprattutto della giovane assessora Federica Turco la quale, una volta passata all’opposizione, è letteralmente scomparsa dimostrando di non avere nè grande passione per la politica, nè grande talento visto che se a 27 anni già si ritiene che l’unica cosa per cui valga la pena impegnarsi è una poltrona, e non si accetta l’idea che una traversata nel deserto possa essere formativa e qualificante, allora l’antifona è questa e quella caratteristica ti accompagnerà per tutta la vita.

Abbiamo assunto noi l’iniziativa di interpellare Palmiero. Lo abbiamo fatto anche perchè ci è piaciuto notare che lui è l’unico consigliere comunale che si sta impegnando su quello che dovrebbe essere il tema di tutti i temi, il fatto più importante su cui la città dovrebbe dibattere: il nuovo Puc, cioè il nuovo strumento di pianificazione e progettazione territoriale.

Siccome l’aria che tira è quella prevista e prevedibile e cioè di altro cemento in una città che ha una densità di popolazione pari a quella delle megalopoli asiatiche, soprattutto di quelle indiane; siccome l’aria che tira non può essere un’altra aria visto che i padroni del vapore sono l’ex sindaco Carmine Bisceglia, il suo allievo storico Enrico De Cristofaro, oggi titolare della fascia e il solito imprenditore sanciprianese trapiantato ad Aversa Nino Della Gatta, allora, quale concezione differente rispetto al cemento ignorante, all’assalto all’ultimo centimetro quadrato di spazio disponibile in una città letteralmente asfissiata dal carico urbanistico, si può prefigurare e prevedere?

Per cui, l’iniziativa assunta da Palmiero nei giorni scorsi di riunirsi con un aversano importante ma soprattutto esperto qual è il professore Alberto Coppola, si rappresenta come una speranza per costruire una resistenza civile, morale a un modello di sviluppo frutto di una mentalità datata, arcaica ma che è l’unico modo conosciuto dalla cultura del territorio così come questa alberga nelle teste dei citati Bisceglia, De Cristofaro e Nino Della Gatta.

“Nei giorni scorsi – racconta Palmiero – ho incontrato il Prof. Alberto Coppola con il quale c’è stata subito un’intesa cordiale e propositiva, cosa semplice dal momento che l’urbanista si è detto disponibile ad incontrare chiunque abbia a cuore le sorti della nostra città . In primis – continua il consigliere comunale di Noi Aversani – ho voluto sincerarmi, non essendo io un tecnico, che le nostre richieste alla maggioranza rispetto alla realizzazione del PUC avessero fondamento tecnico/scientifico, parlo in particolare della richiesta di “Noi Aversani”, dell’inserimento nello strumento urbanistico di una clausola ambientale che sarebbe determinante e contribuirebbe alla tutela del patrimonio ecologico, nonché alla lotta contro le speculazioni edilizie sui terreni.

Ed ecco il punto focale della situazione, la linea del fronte, la trincea degli uomini di buona volontà che intendono salvare quel minimo di vivibilità cittadina, magari costituendo le condizioni per accrescerla a vantaggio dei propri figli. Va evitato, insomma, un nuovo sacco della città.

Con il professore Coppola – spiega ancora Palmiero – abbiamo anche discusso dei grandi temi non affrontati nelle linee guida poste in essere dall’amministrazione, in particolare del mercato ortofrutticolo e del padiglione Leonardo Bianchi e molto altro ancora. Inoltre è indispensabile addivenire ad una soluzione seria del traffico attraverso il PUT ( piano urbano traffico ). Auspichiamo che il Sindaco apra un tavolo di concertazione con le opposizioni, noi intanto, visto l’estremo ritardo con cui si sta trattando il tema, cercheremo – aggiunge in conclusione il consigliere comunale – di compulsare l’amministrazione anche con l’aiuto di Docenti affermati nel campo della mobilità, dell’urbanistica e più in generale della tutela del territorio. Terremo infatti degli incontri bimensili al fine di poter dare delle risposte serie e concrete alla cittadinanza e non ci faremo abbindolare da uno scarno libro dei sogni che nulla ha a che vedere con il futuro della nostra comunità.

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