La battitura con il Correggiato

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di Paolo di Grazia
Un ricordo dell’infanzia ed una proposta per la città di Aversa.
In questo periodo i contadini sono soliti raccogliere i frutti di un duro lavoro fatti nei loro campi, tra questi ve ne era uno che da ragazzino attendevo con gioia, in quanto per me ed i miei coetanei dove abitavo era una festa… parlo della raccolta dei fagioli e della loro battitura con il Correggiato noto come ” o vrill “, un attrezzo fatto con due bastoni di misura diversa legati con un filo di cuoio che, fatto roteare in aria, veniva sbattuto sui baccelli messi sull’aia, poi il tutto veniva setacciato e separati i fagioli dalle bucce; lo stesso metodo veniva usato anche con ceci e lenticchie.
Dove abitavo da ragazzino in via Isonzo cv. 4 ad Aversa c’è una delle corte più grande se non la più grande in assoluto, li due famiglie di contadini la famiglia Tirozzi e Fabozzi che vi ci abitano ancora in questo periodo sfruttavano tutta l’ampiezza della corte coprendola di fagioli da battere . L’operazione tra battitura, setacciatura e messa nei sacchi durava alcuni giorni e vi lascio immaginare la polvere che si poteva alzare, tant’è che ricordo che mia madre e le altre signore con pazienza sigillavano le porte cercando di limitare l’entrata della polvere in casa, che entrava lo stesso. Soltanto anni dopo ci fu una sorta di modernizzazione: al posto del Correggiato noleggiavano un trattore con ruote enormi che andando avanti ed indietro sostituiva la battitura, che veniva fatta soltanto per i l lavoro di rifinitura dove le ruote non avevano schiacciato i baccelli… per noi ragazzi questo metodo era ancora più divertente

. Visto che la nostra città un tempo era ricca di contadini come lo è ancora il nostro agro perché non si è ancora pensato di creare un museo dell’agricoltura? Eppure le strutture ci sono , si potrebbe fare come a Senigallia dove il museo dell’agricoltura c’è ed è meta di turisti. E situato nell’ex convento delle Grazie dove con maestria sono esposti tutti gli attrezzi di un tempo , lo stesso si potrebbe fare da noi nel complesso di San Domenico usando solo la parte al piano terra, che per caratteristiche è simile a quello di Senigallia… sarebbe un’attrazione davvero interessante e sono sicuro che il materiale da esporre non mancherebbe, basta andare in qualsiasi negozio di rigattieri e si trovano attrezzi da esporre, tanti davvero molto interessanti…
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