Veranda legittima se diventa una serra solare

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La serra solare può rappresentare una soluzione alternativa: permette di incrementare il risparmio energetico e, parallelamente, crea spazio abitabile.

Ma cos’è una serra solare?


La serra solare rappresenta un semplice strumento per incrementare il risparmio energetico dell’edificio e, sotto questo profilo, si sposa perfettamente con i bonus fiscali. In sostanza si tratta di chiudere i balconi con ampie strutture vetrate che non si limitano a ridurre la dispersione termica ma, addirittura, permettono ai raggi solari di penetrare all’interno del volume abitato aumentando la temperatura ambientale praticamente a costo zero. Abbiamo anche un altro fattore positivo: la “veranda – serra solare” costituisce una barriera contro i rumori provenienti dall’esterno per cui potrebbe essere utilizzata per combattere l’inquinamento acustico. Se la nostra abitazione si affaccia su una strada trafficata, la veranda servirà ad abbattere i rumori del traffico cittadino.

Cos’è una serra solare?

La serra solare è un ambiente realizzato per captare il calore derivante dell’irraggiamento solare e trasmetterlo all’interno dell’abitazione; per svolgere questa funzione, il manufatto deve essere realizzato seguendo certi accorgimenti. In funzione delle diverse modalità con cui il calore si trasferisce dalla serra all’ambiente abitato potremmo avere tre diverse tipologie di serra solare:

  • a. serra a guadagno diretto: in questo caso la serra costituisce una estensione della casa, senza una separazione tra i due ambienti, per cui il guadagno termico si realizza all’interno dello spazio abitato;
  • b. serra a scambio convettivo: il calore si trasferisce dalla serra all’ambiente abitato per convenzione, attraverso dei condotti a ventilazione forzata;
  • c. serra a scambio radiante: la serra viene realizzata in modo da far raggiungere una temperatura elevata alla parete di separazione con l’abitazione e lo scambio di calore avviene per radiazione nell’ambiente adiacente.

Ovviamente sono possibili delle soluzioni costruttive miste che cercano di ottimizzare i consumi di energia.

Se trasformiamo il balcone in cucina

La serra solare mira a ridurre il consumo energetico generando calore che si trasmette all’interno dell’abitazione. Se nella veranda vengono alloggiati degli strumenti di cucina (fornelli, forni ecc.) la quantità di calore generata dalla serra aumenta in quanto essa è determinata sommando il calore generato dall’energia solare a quello sviluppato dalla combustione dei fornelli. In altre parole, quello che potrebbe essere considerato un abuso (ovvero la trasformazione di un balcone in un cucinino) si traduce, a ben vedere, in un “bonus” che legittima la realizzazione delle opere.

Cosa succede quando la serra è rivolta a nord

La serra solare, per immagazzinare calore, richiede una esposizione a mezzogiorno, ma non è detto che essa non possa essere realizzata anche nelle pareti esposte a settentrione. In questo caso, però, occorre cambiare prospettiva: non si parlerà più di serra solare utilizzata per riscaldare la casa, bensì di “freschiera” con lo scopo di raffrescarla. Occorre partire dal presupposto che l’Italia è stretta e lunga per cui, nelle regioni meridionali il consumo energetico viene determinato non tanto dalla necessità di riscaldare gli ambienti quanto da quella di raffrescarli. In tale prospettiva una serra con esposizione a settentrione permette di tenere sotto controllo le temperature estive che possono sfiorare anche i 40 gradi all’ombra.

La serra solare è un’opera pubblica

Uno degli aspetti più interessanti della serra solare è dato dalle norme di favore che ne disciplinano la realizzazione.  Sotto il profilo urbanistico, la serra solare costituisce un “volume tecnico” in quanto assolve a funzioni energetiche e, come tale, la sua realizzazione non ininfluenza il calcolo delle cubature assentite. Ciò che più conta è la loro equiparazione agli interventi diretti al risparmio energetico.  Ai sensi dell’art. 1 della legge 10/1991, tali opere sono considerate di pubblico interesse, equiparate alle opere indifferibili ed urgenti la cui realizzazione (ex art. 123 del D.P.R. 380/2001, derivato dall’art. 26 della legge 10/1991) non necessita neanche del preventivo rilascio di un titolo abilitativo dei lavori ma, al massimo, di una semplice comunicazione di inizio lavori.

L’art. 12 del D.Lgs. 28 del 3 marzo 2011 (“attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30CE”) prevede un bonus volumetrico del 5% per gli interventi capaci di assicurare un dato risparmio energetico. 

Attenzione alle norme regionali

Mai come in questo caso occorre prestare attenzione alle norme regionali ed ai regolamenti edilizi comunali che potrebbero contenere delle deroghe alla normativa nazionale e, allo stesso tempo, dei limiti alla realizzazione di serre solari e freschiere.

Alcune Regioni virtuose (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche. Piemonte, Puglia, Toscana e Umbria) incentivano la realizzazione delle serre solari attraverso “bonus urbanistici” che permettono di escludere i volumi generati dalla serra dal computo delle cubature assentite. In questi casi, di norma, è necessario predisporre una relazione tecnica diretta a certificare il guadagno energetico realizzato e perfezionare un apposito atto di vincolo di destinazione d’uso. A volte i regolamenti fissano anche la dimensioni massime realizzabili che vengono determinate percentualmente rispetto alla superficie delle unità abitative realizzate.

La serra firmata ENEA

Per comprendere quale possa essere l’impatto delle serre solari sull’efficientamento energetico, è opportuno prendere spunto da un recente progetto dell’ENEA che ha pensato ad una serra bioclimatica dotata di un orto idroponico. Si tratta di una serra di tipo convettivo; l’ambiente abitato è separato dalla serra da una finestra che d’inverno viene aperta convogliando l’aria calda all’interno dell’abitazione. Secondo l’ENEA questo manufatto riduce del 10% i consumi del riscaldamento! Occorre evidenziare che la serra bioclimatica ENEA prevede la realizzazione di uno spazio abitabile al servizio della casa in termini di relax e di “agricoltura domestica” in quanto si prevede di realizzare al suo interno un piccolo orto idroponico casalingo capace di ridurre le emissioni di CO2  e favorire il raffrescamento dello spazio abitato nei periodi estivi. A questo proposito, i ricercatori ENEA stanno individuando le piante con la maggiore traspirazione per favorire la riduzione della spesa energetica per la climatizzazione estiva. Abbiamo un ulteriore elemento da non sottovalutare: l’ENEA punta a verificare l’opportunità di realizzare queste serre sul lato nord della casa per aumentare l’isolamento termico dell’appartamento nei periodi invernali.



Concludendo, è possibile trasformare un balcone in veranda?

Al quesito non è possibile fornire una risposta univoca essendo necessario valutare il singolo intervento per verificarne l’impatto sul rendimento energetico dell’edificio e la possibilità di applicare leggi regionali e dei regolamenti locali più favorevoli. Nel caso in cui la veranda possa essere qualificata come una serra solare potrebbe godere di una serie di benefici previsti dalla normativa di settore

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