Claudia Villafañe, ex moglie del Pibe: “Se vedi come è morto Maradona, muori anche tu”

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“Cabezón, se vedi dove è morto Diego. Muori anche tu”. Cabezón è Oscar Ruggeri, amico ed ex compagno di nazionale del Pibe de Oro. È lui, durante una trasmissione televisiva, a menzionare cosa gli ha detto Claudia Villafañe, la ex moglie del Dieci. Poche parole che s’inseriscono nel solco dell’inchiesta aperta dalla Procura di San Isidro sulla morte dell’ex campione. Poteva essere salvato? Ha ricevuto la necessaria assistenza medica? Perché non ha proseguito il percorso terapico in una struttura adeguata piuttosto che a casa? Chi ha preso questa decisione? Chi avrebbe dovuto seguirlo? Perché in casa, accanto a lui, non c’era un medico che seguisse l’evoluzione della riabilitazione dopo l’operazione alla testa? È vero che, battuta la testa a causa di una caduta, nessuno s’è preso di cura per leggerezza o per incuria?

A tutti questi interrogativi che hanno spinto gli inquirenti ad aprire un’inchiesta c’è già una risposta molto chiara ed è il filo conduttore dell’indagine imperniata su un’ipotesi di reato gravissima: omicidio colposo e abbandono di persona. Laura Capra, Patricio Ferrari e Cosme Iribarren sono gli esponenti del pool diretto da John Broyard. Una volta consultata la perizia eseguita sul cadavere di D10s prenderanno una decisione, intanto hanno fissato alcuni punti chiave della loro azione:

  • 1. Raccogliere tutte le prove necessarie per valutare se c’è stata negligenza medica e quindi se è possibile procedere nell’inchiesta per “morte colposa”.
  • 2. Chi è (oppure chi sono) la persona direttamente responsabile e quindi imputabile del reato. Nel novero della Procura ci sono anche l’infermiera incaricata dell’assistenza all’ex Pibe e la psichiatra Agustina Cosachov.
  • 3. Le condizioni di salute di Maradona erano sì preoccupanti ma non è detto che il suo decesso non potesse essere evitato.

Nel mirino è finito anzitutto il neurochirurgo, Leonardo Luque (non imputato ufficialmente nonostante le perquisizioni subite), ma – nell’attesa che sul tavolo del pool di magistrati arrivi anche l’esito del test tossicologico effettuato contestualmente all’autopsia – i pubblici ministeri sono arrivati già a una conclusione sulla situazione sintetizzata in 3 parole: carenza, negligenza, totalmente fuori controllo.



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