Nuovo Codice della Strada: spunta la targa verde per le EV?

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L’auto elettrica si fa spazio nel Codice della Strada. E potrebbe addirittura conquistarsi l’onore di una targa particolare, una targa verde. Non è ancora al posto d’onore, come in molti sperano, ma quantomeno non è la grande assente del passato. Grazie alle modifiche da poco approvate e a quelle in programma, infatti, le novità non mancano.

 

Addio jungla di parcheggi e delle ZTL

e Partiamo dalla notizia dell’ultim’ora che riguarda proprio le modifiche che dovrebbero essere discusse in Commissione. Pare infatti che tra le proposte ci sia an che quella di introdurre targhe differenziate per le auto elettriche, di colore diverso (si pensa al verde ovviamente). E’ una misura che risolverebbe alla radice uno dei problemi più volte segnalati dai nostri lettori: le indebite contravvenzioni elevate alle EV che varcano aree ZTL o parcheggiano in centro anche dove i Comuni lo consentono (leggi).

Molte amministrazioni prevedono che per fruire dell’agevolazione l’automobilista si doti di un permesso preventivo. Ma se ciò non costituisce un grande problema per i residenti, diventa una trappola per chi, ignaro, arriva da un’altra provincia o addirittura dall’estero. La targa dedicata, invece, ne consentirebbe l’immediata identificazione , senza ulteriore burocrazia (leggi).

Una segnaletica per le colonnine?

La seconda novità in discussione  riguarda la segnaletica per le stazioni di ricarica che verrebbe uniformata e disciplinata. Il  nuovo Codice della Strada prevederebbe così simboli che aiutino gli automobilisti a raggiungere le colonnine, identificarle, intuirne caratteristiche e regole di utilizzo.

La terza proposta prevede la sostituzione della cilindrata con i kW in tutte le norme che disciplinano una circolazione differenziata per categorie di veicoli. Per esempio gli accessi alle autostrade.

Per il resto un primo intervento sul Codice della Strada è stato effettuato ed è già operativo, grazie a una norma inserita nel Decreto Semplificazioni a settembre 2020. In questo provvedimento aveva fatto molto rumore la possibilità offerta ai Comuni di installare postazioni fisse per il controllo della velocità anche sulle strade urbane di quartiere, ovvero autovelox nelle Ztl, insieme alla facoltà di sanzionare la sosta o la fermata concessa anche ai dipendenti comunali e delle aziende municipalizzate e agli addetti alla raccolta dei rifiuti e alla pulizia delle strade.

Qualcosa era arrivato anche per le auto elettriche e per il restante comparto della mobilità alternativa, in particolare erano state le biciclette protagoniste con una serie di misure per favorirne l’utilizzo: per esempio l’istituzione del doppio senso ciclabile, ovvero la possibilità per i ciclisti di andare controsenso su strade cittadine nelle quali il limite massimo di velocità sia inferiore o uguale a 30 km/h, oltre alla libera circolazione dei velocipedi sulle strade riservate agli autobus. Non è chiaro se queste misure si estendono anche ai monopattini elettrici, su questo tema si attende un chiarimento dal ministero dei Trasporti.

Le multe ai maleducati dalla ricarica

Le novità introdotte con il Decreto Semplificazioni per le EV riguardano espressamente le aree di parcheggio dedicate. La norma istituisce dei limiti per le aree deputate a sosta e fermata dei veicoli elettrici, dove non ci si potrà fermare troppo a lungo.

Per evitare che queste aree siano utilizzate come mero parcheggio, dopo un certo periodo di tempo (un’ora oltre il termine della ricarica del veicolo) potranno applicarsi tariffe maggiorate per evitare l’impegno a oltranza della stazione. È escluso l’intervallo temporale compreso tra le ore 23 e le 7. In parole povere bisogna utilizzare correttamente le colonnine di ricarica così da permetterne l’utilizzo a più persone.

Sono proprio le aree di sosta riservate alle auto elettriche uno dei punti chiave della riforma del Codice della Strada ora in discussione al Parlamento. A differenza di quanto abbiamo visto prima, qui si tratta ancora di un progetto che deve ancora attraversare tutto l’iter di approvazione, quindi niente di definitivo.

La novità per noi più significativa introdurrebbe un forte inasprimento delle sanzioni per chi occupa un parcheggio riservato alle auto elettriche senza usufruire del servizio di ricarica: non solo il verbale, ma anche la decurtazione di punti patente. Una misura che porterebbe finalmente a riconoscere l’importanza delle colonnine di ricarica: uno dei deterrenti maggiori al passaggio verso l’elettrico infatti, viene individuato in molti automobilisti nella mancanza di sufficienti punti di ricarica, perlomeno questa misura eviterebbe di trovare occupati abusivamente quelli che ci sono.

Nelle ZTL entreranno solo gli EV

Un ulteriore riconoscimento alle auto elettriche arriva da un altro punto in discussione dalla Commissione Trasporti: questo dovrebbe interdire l’accesso alle zone a traffico limitato in città anche alle auto ibride, riservandolo solo agli EV.

Brevemente andiamo a vedere anche le altre novità allo studio che riguardano la circolazione in generale:

  • Guida pericolosa. Si punta a rendere più sicure le nostre strade, a partire da un test antidroga che può essere fatto sul fluido salivare e che la Stradale potrà usare più facilmente visto che non richiede la presenza di un medico. Massima severità per chi usa il telefonino o altri apparecchi durante la guida. Staccare le mani dal volante comporterebbe la multa da 422 euro a 1.697 euro, con la sospensione della patente da 7 giorni a due mesi, oltre alla decurtazione di 5 punti della patente. In caso di recidiva si arriverebbe sino a 2.588 euro con sospensione della patente da uno a tre mesi oltre alla decurtazione di 10 punti.
  • Semafori. Una delle misure che già fanno sollevare proteste riguarda il semaforo. La durata del giallo sarebbe indicata nel testo come “non inferiore” a tre secondi. Molti sono convinti che sia una durata troppo breve, insufficiente a liberare l’incrocio. Il timore è che possa aprire la strada a una pioggia di multe.
  • Utenza vulnerabile. Parliamo di conducenti di ciclomotori, motocicli, pedoni e ciclisti che nel nuovo testo avrebbero una tutela maggiore. Norma che si abbina a quella sulle strisce pedonali che sarebbero rialzate a livello marciapiede e sulle quali chi attraversa avrebbe sempre la precedenza, mentre oggi la precedenza sulle vetture è accordata al pedone solo se ha già cominciato ad attraversare.

Casco obbligatorio sotto i 12 anni

  • Caschi. Sarà il conducente del ciclomotore ad avere la responsabilità di provvedere al casco per il passeggero, mentre per i minori di 12 anni in bicicletta il casco diventerebbe obbligatorio.
  • Parcheggi. Si inasprisce la normativa su questo argomento, soprattutto per chi occupa un posto riservato senza averne diritto (come quelli per gli invalidi), comportamento che verrebbe punito con una multa sino a 673 euro oltre a quattro punti di decurtazione dalla patente: attualmente sono due. Si va incontro anche alle esigenze delle donne incinta o con a bordo bambini fino a due anni che vedrebbero istituito (a discrezione dei Comuni) strisce rosa di cui poter usufruire grazie a un apposito contrassegno anche questo rosa.

 

Forse non è ancora la riforma del Codice della Starda coraggiosa, da più parti invocata. Quella che comporti un radicale spostamento verso la mobilità sostenibile, auto elettriche in testa, in linea con gli obbiettivi europei. Resta tuttavia un passo avanti.

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