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Meraviglie nascoste


Una delle meraviglie nascoste ed inaccessibili al pubblico è il Castello di Carlo V che si trova a Capua ed occupa una superficie di 8500 metri quadrati.

Oggi si trova nell’area occupata dal Pirotecnico dell’Esercito, il Castello di Carlo V è uno straordinario gioiello di architettura militare. Costruito tra il 1522 e il 1543, il Castello di Carlo V presenta una forma quadrata con gli inconfondibili bastioni angolari massicci ed aguzzi, presentando, dall’alto, una caratteristica forma a quadrifoglio, circondato da un profondo fossato e da bocche traditorie.
Infatti, la struttura presenta mura spesse dalle geometrie lineari con i quattro bastioni di base quadrata e il ponte d’ingresso che poggia su archi e pilastri fino alla cortina interna.

L’Imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V, venuto a Capua nel 1536, lo volle per difendere la strategica via Appia e le due porte d’ingresso della città, Porta Napoli e Porta Roma, tenute sotto controllo grazie ai cannoni puntati sugli spalti della cinta muraria.

L’importanza del castello Capua crebbe nel Settecento, quando il Re delle Due Sicilie Carlo di Borbone pose Capua al centro di un imponente sistema militare in Terra di Lavoro. Nell’Ottocento la funzione della struttura fu convertita, per volere della casa borbonica, in prigione per i rivoluzionari protagonisti dei moti del 1848.

Nel 1852 divenne Laboratorio Pirotecnico del Regno delle due Sicilie, le attività iniziarono però solo nel 1865 quando il Regno era già caduto.

Fra il Laboratorio pirotecnico e le altre strutture, nel 1875, si acquartieravano circa 4.600 soldati. In occasione della II Guerra Mondiale, nel 1943, la fortezza subì forti danni a causa del bombardamento.

All’interno dei bastioni, con pareti scarpate, orecchioni e garitte, vi erano casematte per il deposito delle polveri da sparo, oggi trasformate in Sala riunione (casamatta bastione I), Museo delle macchine per la produzione di cartucce (casamatta bastione II), cappella (bastione III), Sala dei cannoni (bastione IV). Inoltre a livello della corte, vi sono una sala esposizioni, un’altra cappella (cinquecentesca), sale per cassule e sala convegni.

La “Sala delle armi”, adibita spesso a sala riunioni, ospita una suggestiva armatura medievale che sembra stare lì a vigilare e ad attendere altri cavalieri per un incontro alla tavola rotonda con l’imperatore.

Nei sotterranei intercomunicanti, invece, vi era il deposito delle armi. Poco distante dal bastione in seguito i Borbone, come già accennato prima, nel 1848 destinarono parte della fabbrica a prigione per detenuti politici: 9 ambienti coperti a volte con otto feritoie per la luce. Una lapide ricorda il generale francese Boisgerard ucciso durante i fatti d’arme del 1799.

Oggi il Castello di Carlo V è considerato in zona militare ed inaccessibile ad i civili, pertanto al momento è chiuso al pubblico e risulta nascosto alla vista perfino per la struttura esterna. Attualmente versa in condizioni di abbandono.
Il castello fino ad ora è stato un vero e proprio monumento alla diffusa incapacità di sfruttare le bellezze del luogo ai fini turistici.

In allegato una selezione delle foto del castello sia esterne che interne che si sono riuscite a recuperare con ricerche su internet, e provenienti dal sito del ministero della difesa e da una ispezione fatta da un politico locale (Marianna Iorio).
Sono ben visibili anche le esposizioni museali presenti nel castello (anche se a dir poco impolverate).

PS: Nella zona di ‘Terra di Lavoro’ vi sono oltre 35 castelli di epoca antica (per lo più medioevale). La maggior parte sono di proprietà privata e molto spesso in condizioni di abbandono e vergognoso degrado – come ha documentato uno studio della provincia di Caserta curato dall’ing. S. Costanzo e C. Costagliola– “I Castelli di Terra di Lavoro”.

FONTE

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