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Algebra


L’algebra sorge per estendere e generalizzare le relazioni aritmetiche, lavorando sulle equazioni e sulle quantità variabili del calcolo letterale (il suo nome è introdotto in italiano dal celebre matematico pisano Leonardo Fibonacci). Risolvere i due membri di un’equazione algebrica è effettivamente un po’ come ridurre una frattura: i membri si semplificano nella loro forma più semplice e gestibile, le frazioni vengono riportate il più vicino possibile all’intero, il tutto con vari spostamenti numerici, finché la x e la y non si allineano ritrovando la loro identità: l’osso ha ripreso la sua giusta forma e i calcoli sono stati completati.

Dopotutto il titolo dell’opera che introdusse la parola algebra in occidente è ‘Al-kitāb al-muḫtaṣar fī ḥīsāb al-ǧabr wa l-muqābala’ cioè ‘Libro sul calcolo per completamento e bilanciamento’, in cui ‘completamento’ è proprio al-ǧabr. L’autore? Si tratta del persiano arabografo Abū Jaʿfar Muḥammad ibn Mūsā al-Khwārizmī, vissuto, pare, tra la fine del VIII secolo e la prima metà del IX secolo. Purtroppo, le notizie certe su di lui non sono molte, ma sappiamo che dedicò la sua vita alla matematica, alla cartografia, all’astronomia e all’astrologia. Insomma, al-Khwārizmī fu un gran sapiente, a cui non solo dobbiamo la parola ‘algebra’, ma anche l’uso della notazione decimale posizionale e non in ultimo la parola ‘algoritmo’… che è derivata dal suo stesso nome.

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