“Stia zitto!” – Quando il servizio pubblico perde la voce (e pure la faccia)
C’è un momento, in certe trasmissioni, in cui il dibattito smette di essere confronto e diventa riflesso condizionato. È successo ieri sera a Porta a Porta, il salotto buono della politica italiana, dove però – a quanto pare – le buone maniere ogni tanto restano fuori dalla porta.
Protagonisti della scena: Peppe Provenzano, Lucio Malan e, ovviamente, il padrone di casa Bruno Vespa.
Tutto inizia con un normale scambio tra Provenzano e Malan. Toni civili, botta e risposta da manuale della politica televisiva.
Ma basta una lieve interruzione – roba da talk show, non da rissa da stadio – e Vespa interviene, richiamando Provenzano all’ordine. Fin qui, nulla di straordinario. Poi però accade qualcosa di molto più interessante. Provenzano prova a riportare il discorso su un piano che dovrebbe essere scontato:
“Stiamo interloquendo, siamo in uno studio democratico.”
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Apriti cielo.Vespa si irrigidisce, si irrita, perde il controllo della scena. E quando Provenzano, con una battuta nemmeno troppo velenosa (anzi, chirurgica), suggerisce che forse il conduttore dovrebbe sedersi dall’altra parte – accanto a Malan e a Mario Sechi –
La reazione diventa sproporzionata.
“Non glielo consento! … La prego adesso stia zitto.
”“Stia zitto!” Ecco, fermiamoci qui. Perché in quelle due parole c’è molto più di uno scatto d’ira. C’è un cortocircuito. Un giornalista del servizio pubblico che zittisce un parlamentare della Repubblica. Un conduttore che dimentica di essere arbitro e si comporta da giocatore. Un programma che, per un attimo, smette di essere spazio di confronto e diventa spazio di controllo. E no, non è questione di simpatia politica. È questione di stile, di ruolo, di rispetto. Perché se il servizio pubblico non tollera nemmeno una battuta – per quanto scomoda – allora il problema non è chi parla. È chi non riesce ad ascoltare. La battuta di Provenzano, peraltro, non era né volgare né offensiva. Era una fotografia. E, come tutte le fotografie ben riuscite, ha dato fastidio proprio perché somigliava troppo alla realtà.-
–🧓 Chiosa di Nonno Gigio
“Una volta, nei bar veri, quelli con il biliardo e le sedie sgangherate, si litigava per ore. Si parlava sopra, si gesticolava, si dicevano pure sciocchezze. Ma nessuno si permetteva di dire ‘stai zitto’ a un altro. Al massimo gli offrivi un caffè… e poi ricomincia vi a discutere. Mo’ invece basta una battuta e scatta l’ordine: silenzio. E allora sapete che vi dico? Se il problema è chi parla troppo… forse è perché qualcuno non vuole che si senta troppo.”-
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