Olimpiadi Milano-Cortina: Il banchetto dei debiti e il gelo dell’umanità
I riflettori sulle piste si sono spenti da tre mesi, ma il “grande evento” continua a proiettare ombre lunghissime. E, come da copione, l’ombra più scura è quella dei soldi che mancano e di una gestione che definire imbarazzante è un eufemismo.
Mentre la Svizzera ci presenta il conto per i trasporti verso Livigno — **2,6 milioni di franchi** per aver gestito il traffico nel “budello” del Munt La Schera — in casa nostra va in scena una farsa ancora più amara.
La Provincia di Belluno deve alle aziende di trasporto circa **9 milioni di euro**.
Fondi che non ci sono, tanto che la Regione Veneto ha dovuto annunciare un anticipo per evitare il collasso delle imprese.
Ma la vera notizia non sono i milioni.
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La vera notizia è lo **squallore morale** che sta dietro a queste cifre.
### La memoria corta del profitto Le aziende che oggi “battono cassa” e pretendono il saldo immediato delle fatture sono le stesse che, solo pochi mesi fa, mostravano il loro volto più feroce.

Ricordate la storia di quel ragazzino che tornava da scuola nel pieno del fermento olimpico?
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Per chi avesse dimenticato: un giovane studente è stato fatto scendere dal bus, nel gelo delle Dolomiti, perché in possesso di un biglietto “normale”.
Non aveva il ticket con il **sovrapprezzo olimpico**, quella tassa occulta imposta ai residenti per finanziare il grande circo dei Giochi. Risultato?
**Dieci chilometri a piedi nella neve** per tornare a casa, perché un autista — eseguendo ordini aziendali privi di ogni briciolo di umanità — ha deciso che il regolamento valeva più della sicurezza di un minore.
### Due pesi e due misure Oggi quelle stesse aziende dichiarano di essere in “seria difficoltà”. Piangono miseria perché lo Stato e la Fondazione Milano-Cortina tardano a pagare le 100 navette e i 200 autisti supplementari schierati per un evento che, per ammissione degli stessi organizzatori, ha visto molti parcheggi restare desolatamente vuoti nei giorni feriali.
Ecco lo schema che si ripete:
1. **Si scaricano i costi sui cittadini:** aumenti dei biglietti e disagi per chi in montagna ci vive e lavora tutto l’anno.
2. **Si applica il pugno di ferro con i deboli:** ragazzini abbandonati in mezzo alla neve per pochi spiccioli di differenza su un titolo di viaggio.
3. **Si batte cassa con il pubblico:** quando i conti non tornano (perché le previsioni di affluenza erano gonfiate), si corre dalla Regione a chiedere il salvataggio.
### Un’eredità di debiti e fango
Tra indagini della Corte dei Conti sul Pala Santa Giulia e inchieste giudiziarie per le cabinovie incompiute a Cortina, il post-Olimpiadi ci consegna un quadro desolante.
Oltre **300 milioni di debiti** complessivi e una montagna di polemiche. È profondamente irritante vedere la solerzia con cui queste imprese pretendono oggi i “loro” milioni, dopo aver mostrato una totale assenza di flessibilità e umanità verso la comunità locale.
Se la Regione anticiperà i fondi (ovvero soldi nostri), sarebbe il caso di ricordare a questi signori che un servizio pubblico non si misura solo in fatture, ma anche nel rispetto di chi quel territorio lo abita.
**Il ragazzino nella neve è il simbolo di queste Olimpiadi: un evento pensato per i grandi portafogli, che ha lasciato i residenti a piedi.**
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