L’esame di storia al Bar di Grazia


    Stamattina alBar di Graziai giornali sono arrivati prima ancora del profumo dei cornetti.

    Silvestro entra agitato, il giornale piegato sotto il braccio e la faccia di chi ha appena letto qualcosa che gli ha fatto salire la pressione.

    «Grazia… un caffè forte. Ma forte davvero.»

    Grazia lo guarda da sopra la macchina del caffè.

    «Silvestro, alle sette del mattino già così? Chi è che ti ha fatto arrabbiare stavolta?»

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    Silvestro sbatte il giornale sul bancone.

    «Hai sentito ieri alla CameraGiorgia Meloni

    Gennaro il tassista smette di girare il cucchiaino.

    «Quando parla lei succede sempre qualcosa…»

    Silvestro legge ad alta voce il passaggio incriminato.

    «Ha detto che chi ringrazia gli americani per aver liberato l’Italia dal nazifascismo ma critica i bombardamenti di oggi avrebbe lo “strabismo”.»

    Grazia si ferma un attimo, con la tazzina in mano.

    «Aspetta… fammi capire: ha paragonato la liberazione dell’Italia alla situazione di oggi?»

    «Proprio quello.»


    Il primo commento

    Dal tavolino vicino alla finestra alza lo sguardoNonno Gigio, che fino a quel momento stava leggendo in silenzio.

    Nonno Gigio al bar non lavora.
    È semplicemente uno dei clienti più anziani, ma quando parla tutti tendono a fermarsi ad ascoltare.

    Chiude il giornale con calma.

    «La storia non è una metafora da usare come un proverbio.»

    Silvestro annuisce subito.

    «Infatti! Nel 1939 la Germania nazista diAdolf Hitlerinvade mezza Europa. Polonia, Francia, Grecia…»

    Peppino il pensionato completa la frase:

    «E l’Italia fascista diBenito Mussolininon stava certo a guardare.»

    Gennaro sospira.

    «Quella sì che era una guerra mondiale.»


    Il secondo commento

    Silvestro continua:

    «Gli Stati Uniti entrarono nel conflitto dopoAttacco a Pearl Harbor. 2.403 morti in una mattina.»

    Grazia posa il caffè davanti a lui.

    «Quando attaccano casa tua, reagisci. Questo lo capiscono pure i bambini.»

    Nonno Gigio annuisce piano.

    «Il problema nasce quando si fanno paragoni troppo facili.»


    Il commento di Grazia

    A quel punto Grazia, che di solito cerca di calmare le discussioni, scuote la testa.

    «Io non sono una storica… ma una cosa la so.»

    «Quale?» chiede Gennaro.

    «Quando i politici cominciano a spiegarti la storia per giustificare quello che succede oggi… vuol dire che stanno cercando di convincerti di qualcosa.»

    Silvestro ride.

    «Grazia, dovresti candidarti.»

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    Lei lo fulmina con lo sguardo.

    «Io sto benissimo qui. Almeno qui la gente paga il conto.»


    La frase finale di Nonno Gigio

    Nonno Gigio si alza lentamente dal tavolino.

    Prima di uscire dice una frase che fa tacere tutti.

    «La storia è come il caffè.»

    Gennaro lo guarda.

    «Cioè?»

    Gigio sorride.

    «Se la allunghi troppo… non sa più di niente.»

    AlBar di Graziatorna il rumore delle tazzine.

    Ma per qualche minuto nessuno ha più voglia di discutere.


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