L’edicola di Nonno Gigio:
Ecco l’editoriale di **Nonno Gigio**, scritto proprio guardando le prime pagine di oggi, 22 aprile 2026.###
“Tra un titolo e l’altro, cerchiamo un po’ di sale in zucca” Buongiorno a tutti, ragazzi. Stamattina, come ogni giorno, mi sono messo lì, col mio caffè — che oggi è venuto un po’ più lungo del solito, forse perché stavo ancora sognando — e ho aperto il “flipbook” delle prime pagine. Sapete, quella rassegna che ormai si legge col dito sullo schermo invece che con le dita sporche d’inchiostro. E che vi devo dire? C’è da far venire il mal di testa a un santo. Leggo di tensioni che arrivano fino in Iran, minacce, parole grosse che volano da Mosca, la politica nostra che si agita per questo decreto o per quella riforma… sembra che il mondo abbia deciso di andare a cento all’ora senza guardare se la strada ha le curve.
E poi, in mezzo a tutto questo chiasso, vedo il richiamo alla Giornata della Terra.
Ecco, questa mi fa sorridere amaramente. Tutti a scrivere di ambiente, di transizione energetica, di “salviamo il pianeta”, e poi subito sotto un titolo che parla di tensioni militari che bruciano, in due settimane, l’anidride carbonica di un milione di macchine.
C’è qualcosa che non quadra nel bilancio, o sbaglio? Ma sapete cosa penso io, seduto qui sulla mia panchina virtuale?
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Che ci stiamo dimenticando di come si tiene la barra dritta. Quando ero giovane io, se c’era un problema col vicino, si andava a parlare. Magari si alzava la voce, magari volava un bicchiere di vino, ma poi si faceva la pace.
Oggi invece ci insultiamo via schermo, ci facciamo la guerra per procura, e la “sicurezza” la cerchiamo nelle leggi, quando forse dovremmo cercarla nella convivenza.
Poi leggo di riforme scolastiche, di come cambiano gli istituti tecnici, di questo fermento che sembra voler correre sempre più forte verso un futuro che, francamente, nessuno sa bene che faccia abbia.
*Ma rallentare un attimo, no?* Guardarsi negli occhi, capire cosa conta davvero. Oggi è la Giornata della Terra, dicono. E allora sapete che vi dico?
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Invece di preoccuparvi solo dei grandi titoli, oggi provate a piantare un fiore, a salutare il vicino anche se vi sta un po’ antipatico, o a spegnere quel maledetto telefono per un’ora e guardare fuori dalla finestra.
Perché il mondo, lì fuori, non è fatto solo di “cariche” e “decreti”. È fatto di gente che va a lavorare, di ragazzi che cercano il loro posto e di un cielo che – strano a dirsi – è uguale per tutti, pure per chi urla più forte in televisione.
Tenete la testa sulle spalle, eh. Che di gente che la perde ne abbiamo già troppa.
*Il vostro Nonno Gigio*
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