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L’America ha fuso il motore e la colpa non è del pilota, ma di chi ha messo l’olio scadente.”

Beh, accomodatevi. Prendete un caffè, ma zuccheratelo piano, che qui la miscela oggi è amara forte.

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Ho letto questo David Brooks. Mi ricorda certi periti agrari che chiamavamo quando un terreno non rendeva più: non guardano la pianta che appassisce, ma scavano un metro sotto per vedere se la terra è diventata acida. E Brooks dice una cosa che in officina conosciamo bene: se il motore batte in testa, non è colpa della candela che fa la scintilla storta, è che hai usato olio scadente per vent’anni.

Vedete, dare la colpa a Trump è come dare la colpa al manometro se la caldaia scoppia. Il manometro segna solo la pressione chenoiabbiamo caricato.

La livella e il confine

Da geometra, vi dico che l’America ha sempre avuto un problema di “fuori piombo”. Hanno costruito questo grattacielo dell’eccezionalismo convinti che le leggi della gravità non valessero per loro. “Noi siamo i migliori, noi siamo il faro”. Ma se costruisci troppo alto senza controllare le fondamenta, la struttura comincia a inclinarsi.

Brooks dice che Trump è il “compimento”. In termini tecnici, è lachiusura della planimetria. Gli americani hanno coltivato l’idea che la libertà sia “faccio come mi pare”, dimenticando che la libertà, quella vera, è come un confine catastale: finisce esattamente dove comincia quella del vicino. Se tiri troppo la corda, il picchetto salta.

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Il caffè e la verità

Al bar ho imparato che la gente non vuole quasi mai la verità, vuole avere ragione. E se la realtà gli dà torto, cambiano bar. Gli americani hanno fatto lo stesso: hanno scelto un barista che gli dice che sono ancora i più belli, i più forti, i più giusti, anche se hanno le occhiaie e le tasche vuote.

Ma la lezione dell’officina non tradisce:non si prende a martellate ciò che non funziona.Dire “è colpa degli americani” è un’analisi onesta, ma è come dire a uno che ha fuso il motore: “Sei un asino, non hai messo l’acqua”. Vero. Ma adesso che facciamo? Restiamo a piedi in mezzo alla statale mentre il mondo brucia?

La sentenza di Nonno Gigio

La legge — quella che ho studiato sui codici e quella che ho visto applicata tra i tavolini — mi dice che esiste una “corresponsabilità”. Se un popolo smette di misurare la realtà e comincia a misurare solo i propri desideri, prima o poi inciampa in un uomo che gli promette miracoli.

Brooks ha ragione a dare la sveglia, ma attenzione: dare del “difettoso” a un intero popolo è un’operazione rischiosa. Se dici a un pezzo di ferro che è ruggine, quello continua a arrugginire. Bisognerebbe invece rimboccarsi le maniche, prendere la carta vetrata e ritrovare il metallo vivo sotto la crosta dell’orgoglio.

La vita è un’officina: l’America è un motore che borbotta, fuma e perde olio. Possono cambiare il pilota quante volte vogliono, ma finché non aprono il cofano e non puliscono i filtri della loro coscienza collettiva, resteranno fermi in corsia d’emergenza.

E il resto? Il resto, purtroppo, tocca accettarlo… o imparare a spingere tutti insieme.

Voi che dite? Lo vogliamo cambiare l’olio o aspettiamo che prenda fuoco tutto il garage?

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