LA REALTÀ SMONTATA COL CACCIAVITE: SE IL VOTO DIVENTA UN IMBRUGLIO DA OFFICINA

Cari amici del bar di Grazia, mettetevi comodi e prendetevi un caffè, perché oggi la questione è seria e non si risolve con due chiacchiere superficiali. Al tavolo d’angolo si discuteva di politica, di sistemi elettorali, di maggioritario e proporzionale. E io, come facevo da ragazzo in officina, mi sono messo lì ad ascoltare, a osservare le facce e a “misurare” gli argomenti con la livella della logica.

La domanda rimbalzata tra i tavolini è di quelle che fanno tremare le fondamenta: il sistema maggioritario, quello che spesso crea due soli grandi blocchi e taglia le gambe a ogni novità, è vera democrazia?

La mia risposta?Assolutamente no.Guardiamo le cose come stanno, senza sconti e senza ipocrisie.

Il Parlamento deve essere una fotografia, non un fotoritocco

Democrazia, quella vera, significa una cosa sola: il Parlamento deve essere lafotografia esattadelle idee del popolo. Niente lenti deformanti, niente trucchi di prospettiva. Ogni voto deve pesare allo stesso modo, punto e basta. Il proporzionale puro non è un “gioco”, è l’unico sistema che rispetta la volontà di chi va alle urne.

Quando introduci i premi di maggioranza, stai compiendo un vero e propriofurto di voti. Stai prendendo la volontà popolare e la stai sottomettendo a un algoritmo matematico inventato nei palazzi del potere per far vincere chi, nei fatti, non avrebbe i numeri per governare da solo. È un errore di livella imperdonabile: si pretende di costruire stabilità su fondamenta storte. E una casa storta, prima o poi, viene giù.

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Le coalizioni? Matrimoni d’interesse sulla pelle dei cittadini

C’è chi dice che le coalizioni servono a governare. Io vi dico che, per come sono ridotte oggi, sono diventate latomba della democrazia. Sono alleanze posticce fatte prima del voto per un unico scopo: accaparrarsi il potere di fare tutto da soli, blindando le stanze dei bottoni senza dover rendere conto a nessuno, men che meno al Parlamento.

Se un cittadino sceglie di votare un partito — facciamo l’esempio di Fratelli d’Italia — lo fa per quell’idea, per quel programma. È inaccettabile che il giorno dopo si ritrovi tra i piedi, nello stesso pacchetto, Salvini o gli eredi politici di Berlusconi, solo perché così impone il “gioco” delle coalizioni obbligate dal sistema. Questo non è rispetto dell’elettore; questo è un imbroglio da venditori di fumo.

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Dal consenso popolare al “diktat” calato dall’alto

In un sistema sano, una proposta di legge dovrebbe nascere, essere discussa e trovare unavera maggioranzain Parlamento, un consenso reale che rappresenti la maggior parte del popolo.

Invece cosa vediamo? Coalizioni che, forti di un premio di maggioranza artificiale, calano i provvedimenti dall’alto. Non accettano discussioni, non tollerano emendamenti, non ascoltano l’opposizione che rappresenta l’altra metà del Paese. Questo modo di fare non è democrazia: ha un altro nome, si chiamadittatura della maggioranza fittizia.

“La legge dovrebbe essere come una livella: non rende tutti uguali, ma dovrebbe evitare che qualcuno stia troppo storto.”

Oggi, invece, il sistema elettorale viene usato per piegare la livella a favore di pochi. Un motore non gira bene se si usano pezzi incompatibili forzati insieme con la colla; la politica non funziona se si forza la volontà della gente con regole elettorali truccate. I sistemi maggioritari e i premi di maggioranza andrebbero semplicemente vietati, per tornare a dare dignità a ogni singolo voto espresso dai cittadini.

Ci vediamo al bar per parlarne, ma ricordatevi: le cose storte vanno smontate con pazienza, non prese a martellate.

#NonnoGigioRiflette #DemocraziaElettorale #ProporzionalePuro #IlBarDiGrazia

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