Giulio Sapelli, la sua verità sulla fine di Giuseppe Conte: “Scelta che viene da lontano. Ricordate i soldati russi?”

Luigi Di Grazia
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Professore come giudica l’arrivo di Draghi a Palazzo Chigi?
«Una notizia molto positiva. Un po’ come Martin Guzman che da ministro dell’Economia argentino sta trattando la ristrutturazione del debito con il Fondo Monetario. Anche lui come Draghi non c’entra niente con la maggioranza che esprime il governo. Entrambi hanno messo le loro competenze al servizio del Paese».



L’Argentina sempre nel cuore come tempi in cui insegnava a Buenos Aires.
«L’Argentina è stato uno dei Paesi più ricchi del mondo. I populisti l’hanno portata al fallimento . Il compito di Draghi è quello di evitare all’Italia lo stesso destino».

Lo conosce bene?
«Eravamo entrambi nel consiglio d’amministrazione dell’Eni. Nei suoi interventi era sempre affabile, garbato, puntuale. Visto che non riuscivo a dimagrire mi mandava i biglietti con le diete. Ora dovrà mettere in riga l’Italia».

Draghi come Monti?
«Chi lo dice non ha capito proprio niente»,

Monti doveva tagliare mentre Draghi dovrà spendere Tutto qui?
«La differenza viene dalla diversa formazione»

Draghi ha studiato con Federico Caffè economista keynesiano e Monti alla Bocconi. Entrambi però espressione delle élite globaliste oggi sotto accusa.
«La diversità nasce da più lontano. Entrambi hanno frequentato i gesuiti: Draghi al Massimo di Roma e Monti al Leone XIII di Milano. I primi insegnavano il cosmopolitismo e nel loro album c’è l’evangelizzazione del Sudamerica. Bergoglio incarna perfettamente quella tradizione. L’omaggio che gli ha riservato Draghi in Parlamento è il riconoscimento della missione sociale di questo Papa. I gesuiti di Monti erano giansenisti che coprivano con una preghiera gli errori del capitalismo».

https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/26294459/giulio-sapelli-fine-giuseppe-conte-scelta-viene-lontano-soldati-russi-sergio-mattarella.html

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