Il “Ring” del Bar: Sanremo, Patriarcato e Caffè Corretto
Nonno Gigio:“Uè, faticatori! State calmi che il fegato è uno solo. Stamattina è venuto a trovarci Salvatore. Lo conosciamo da una vita, ma oggi è entrato qui come un fulmine a ciel sereno. Ha posato il telefono sul bancone e ci ha sbattuto in faccia la sua verità su Sanremo, Sal Da Vinci e tutto questo ‘ammore’ che oggi sembra diventato un reato penale.”
L’Intervento di Salvatore:(Riassumendo il suo post per la platea)“Salvatore dice che ci siamo rimbambiti. Che se una canzone parla di amore eterno, oggi la chiamiamo ‘tossica’, ma se uno sale sul palco in calze a rete e dice tre parole a caso sul patriarcato, allora è un genio. Dice che abbiamo scambiato l’egoismo per libertà e che stiamo scappando tutti dalle responsabilità, dai figli e dai genitori, come se fossero pesi invece di radici.”
La Reazione di Anna Felicia (La Pasionaria):(Già con l’indice alzato e gli occhi che brillano)“Gigio, ferma tutto! Salvatore è il solito provocatore! Ma quale amore eterno? Qui si parla di possesso! Le parole sono importanti: se il linguaggio cambia è perché il mondo deve cambiare, non possiamo restare al Medioevo con la scusa della tradizione!”
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Il Punto di Nonno Gigio:“Sentite a me… Anna Felicia, tu tieni le tue ragioni sulla libertà, ma Salvatore stamattina ha toccato un nervo scoperto. Ha ragione quando dice che mentre facciamo l’analisi del sangue a una canzoncina, fuori c’è il mondo che brucia davvero sotto le bombe. Abbiamo perso la bussola: ci scandalizziamo per una ‘A’ o una ‘O’ finale, ma non sappiamo più restare vicini a qualcuno quando la tempesta si alza.”
La Chiosa Finale
In fondo, la verità sta nel mezzo, ma una cosa è certa: Salvatore ha scoperchiato il pentolone. In un mondo che corre verso l’ “Io” assoluto, l’idea di un “Noi” che duri per sempre fa quasi paura perché richiede fatica. E la fatica, oggi, non va più di moda.
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Forse abbiamo davvero bisogno di meno “analisti del testo” e di più persone che, come dice Salvatore, abbiano il coraggio di amare a tempo indeterminato, senza aver paura di essere chiamati “antichi”.
E voi? State con la “rivoluzione” di Anna Felicia o col “sentimento” di Salvatore?
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