Il “Grande Freddo”: Tra Martiri e Realpolitik

Eh sì, ragazzi, qui al bancone oggi non si parla d’altro. Davanti a un caffè e all’articolo deLa Repubblicache è sul tavolo, i commenti si sprecano. Il patteggiamento a due anni e un mese di Giovanni Toti per corruzione impropria e finanziamento illecito ha colto tutti di sorpresa, soprattutto i suoi ormai ex alleati di centrodestra, che sono rimasti letteralmente a bocca asciutta.

Sentendo le discussioni che si intrecciano tra un espresso e un cappuccino, la riflessione viene da sé.

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Al bar la clientela si divide, come sempre, ma su una cosa concordano tutti: la mossa ha spiazzato la coalizione.

  • La rabbia degli ex alleati:C’è chi fa notare, giustamente, come per mesi la narrazione sia stata quella del “martire della giustizia” e del complotto giudiziario. Sentirsi trascinati a gridare al golpe per poi vederlo patteggiare ha lasciato l’amaro in bocca a molti. Come ha detto qualcuno nel partito della Meloni:“Pur comprendendone le ragioni, non ci aspettavamo questa mossa”.
  • L’eredità ingombrante:La candidatura di Marco Bucci alla Regione Liguria era stata presentata come la naturale continuità dell’ottimo lavoro svolto in questi otto anni. Ma ora che Toti ha trovato l’accordo con i PM, quell’eredità rischia di diventare un bagaglio decisamente pesante da gestire in piena campagna elettorale.

“Giovanni ha passato mesi ad auto raccontarsi come martire della giustizia… O voleva fare promozione al suo libro in uscita, o ha sbagliato”.

(Questo è il commento tagliente che rimbalza tra le segreterie e che si sente sussurrare anche qui tra i tavoli).

La Difesa del “Cerchio Magico”

Dall’altra parte del bancone, però, c’è anche chi spezza una lancia a favore dell’ex governatore. La riflessione che arriva dal suo entourage fa riflettere: se i partiti lo avessero protetto e sostenuto davvero, forse avrebbe affrontato il peso di un processo lungo otto anni. Ma rimasto solo, ai domiciliari, con Salvini che gli negava un incontro e la coalizione che stringeva i tempi per le sue dimissioni, chi glielo ha fatto fare? A un certo punto subentra l’istinto di sopravvivenza.

Ora per lui si prospettano 1.500 ore di lavori socialmente utili e il lancio del suo libro a metà ottobre, dal titolo quantomai azzeccato:“Confesso, ho governato”.

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Il Tocco di Grazia

Sapete come la penso io? Nella vita, come nella politica, quando le cose si fanno difficili si vede chi ti sta vicino per davvero. La solidarietà, a volte, dura solo finché conviene davanti alle telecamere. Toti ha pagato il suo prezzo politico, e forse il patteggiamento è stata l’unica via d’uscita rimasta per voltare pagina. Ma una cosa è certa: la corsa per la Liguria ora si gioca su un terreno completamente diverso, e la narrazione andrà totalmente ri-tarata.

Voi che ne pensate? Vi lascio la parola, ma senza alzare troppo la voce, che siamo pur sempre tra amici!

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