Hormuz: Se il “Rubinetto” si Chiude, Restiamo al Freddo (e a Piedi)

Buongiorno a tutti, figliuoli e nipoti. Sedetevi comodi, prendete un caffè – offro io, ma non fateci l’abitudine che la pensione è quella che è.Stamattina ho aperto i giornali e ho sentito un fischio alle orecchie, come quando da ragazzo in officina saltava un bullone troppo stretto.

C’è un’aria pesante che arriva dallo **Stretto di Hormuz**, e non serve essere un geometra per capire che se le fondamenta della pace traballano lì, tremiamo tutti quanti.

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Mentre noi qui discutiamo se la schiuma del cappuccino è troppo alta, là fuori giocano a chi ha la miccia più corta. Ecco il mio pensiero per voi.

**Guardate le prime pagine: da *La Repubblica* a *La Gazzetta del Mezzogiorno*, si parla solo di navi, droni e tensioni tra USA e Iran.

Lo chiamano “Project Freedom”, ma a me sembra la solita vecchia storia di chi vuole mostrare i muscoli in un corridoio stretto. Da vecchio geometra vi dico: lo Stretto di Hormuz è il **punto di snodo** del mondo.

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È come il tubo principale dell’acqua in un condominio: se qualcuno lo chiude per fare un dispetto al vicino, tutto il palazzo resta a secco. Non è solo questione di politica, è questione di portafoglio. Se il petrolio sale a 115 dollari al barile, come dicono i titoli, la prossima volta che andate a fare il pieno alla macchina vi servirà un mutuo, non una banconota.###

**Il Punto di Nonno Gigio**

* **La Lezione dell’Officina:** In meccanica, se forzi un ingranaggio che non gira, spacchi tutto. Qui stanno forzando troppo la mano. *

**La Misura del Limite:**

La politica dovrebbe essere l’arte di evitare il conflitto, non di cercarlo con i droni. Come dicevo in tribunale: una cattiva transazione è sempre meglio di una causa vinta tra dieci anni (e con le macerie intorno).##

**Tra Campioni e Tribunali: La Vita Continua**

Mentre il mondo trema, Jannik Sinner continua a macinare record e il calciomercato ci fa sognare con i nomi di Silva e Alisson. È strano, no?

Da una parte la guerra, dall’altra la gioia di un set vinto. Ma la vita è così: è un bar dove al tavolo a sinistra si piange e a quello a destra si festeggia un compleanno.

E poi c’è la cronaca, quella che mi stringe il cuore: il caso Garlasco che torna a galla dopo anni.

Da CTU so bene che la verità è spesso come un motore vecchio: puoi smontarlo mille volte, ma se un pezzo è andato perduto all’inizio, non girerà mai bene.

La giustizia umana è una livella che a volte poggia su un terreno che cede.>

**La Riflessione di Oggi:**>

«Ci preoccupiamo dei confini sulle mappe, ma spesso dimentichiamo di misurare quelli della nostra pazienza. Il mondo è una grande officina: oggi sembra che tutti vogliano usare il martello, ma servirebbe molta più olio di gomito e un bel po’ di grasso… di quello che serve a far scivolare via le provocazioni.»>

**La vita è un’officina: si aggiusta finché si può. Il resto si accetta.**

E voi, che ne pensate? Vi fa più paura il prezzo della benzina o questo silenzio che precede la tempesta?

Ditelo nei commenti.

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