
Al bar di Grazia oggi il caffè è amaro.
Il tema sul tavolo non è il calcio né la politica spicciola, ma il Garante per la Privacy, quell’Autorità che dovrebbe vigilare sulla riservatezza dei cittadini e che invece, secondo un’inchiesta della Procura di Roma, avrebbe vigilato molto meglio… sui propri privilegi.
Mentre il cittadino comune si perde tra banner sui cookie, consensi obbligati e sanzioni anche solo per una newsletter inviata male, ai vertici dell’Autorità – stando alle contestazioni – la parola d’ordine sembrerebbe essere stata un’altra: approfittarne.
🥩 La macelleria da 7.000 euro e la “messa in piega” di Stato
Carte aziendali e auto di servizio usate, secondo gli inquirenti, per spese che poco hanno a che fare con la tutela dei dati personali: cene private, parrucchieri, spese personali e perfino una fattura da 7.000 euro in macelleria, pagata con fondi dell’Authority.
Non manca il capitolo immobiliare: un affitto da circa 3.700 euro al mese per la residenza del Presidente Pasquale Stanzione, sostenuto dall’ente e situato – coincidenza – nei pressi di un B&B gestito dalle figlie. Tutto regolare? Sarà la magistratura a dirlo.
✈️ Il caso ITA: sanzioni “sorvolate” e voli Executive
Uno dei passaggi più delicati dell’inchiesta riguarda ITA Airways.
Secondo l’accusa, a fronte di potenziali sanzioni, il Garante avrebbe chiuso un occhio ricevendo in cambio tessere “Volare Executive”, dal valore stimato di circa 6.000 euro ciascuna.
Un dettaglio che al bar provoca più di una risata amara:
“Noi paghiamo le multe, loro volano in business.”
🤝 Sconto speciale per Meta
La perla della vicenda riguarda Meta, la holding di Mark Zuckerberg.
Una sanzione potenziale da 44 milioni di euro per gli smart glasses (oggetto di forti critiche sul piano della privacy) sarebbe stata ridimensionata fino a 1 milione.
