Esistono concetti e valori che vanno oltre il colore politico.

Esistono concetti e valori che vanno oltre il colore politico.
Come in questo caso.
Bisogna dare atto a Zaia di avere una visione onesta su questi argomenti.
Ecco cosa scrive su FB Lorenzo Tosa:
Luca Zaia, ex Presidente del Veneto, leghista, ha dato una risposta straordinaria all’ex generale Vannacci – senza per altro mai citarlo – sul suo delirio negazionista della parola femminicidio.
Sono parole potenti e necessarie quelle pronunciate a margine della discussione sul Report dell’Osservatorio sulla violenza di genere, e arrivano da un leghista.
Dimostrando che possano esistere rispetto, umanità e senso delle istituzioni anche a destra.
Che può esistere anche un’altra destra oltre a Vannacci e Salvini.
“Chi nega il femminicidio, o vorrebbe cancellare questa parola dal nostro linguaggio civile, abbia almeno il coraggio di andare davanti ai familiari delle vittime, davanti ai loro figli, magari ancora bambini, e dire loro che tutto questo non esiste. Li guardi negli occhi e provi a spiegare che la morte della loro madre, uccisa perché donna, sarebbe solo un fatto di cronaca come un altro.
Il femminicidio è una parola nata per descrivere una realtà precisa: donne uccise dentro relazioni segnate dal possesso, dal controllo, dalla sopraffazione, dall’incapacità di accettare la loro libertà.
Cancellarla non significa fare chiarezza: significa rimuovere il problema, annacquarlo, renderlo invisibile.
È una vergogna che ci siano alcuni uomini, anche con ambizioni politiche nazionali, che avanzino una simile proposta. Mi vergogno profondamente per chi pensa che negare il femminicidio sia una battaglia culturale. La vera battaglia culturale è impedire che altre donne vengano uccise.
Davanti a tutto questo le istituzioni regionali, ma anche quelle nazionali, hanno il dovere di stare dalla parte giusta, senza ambiguità e senza arretrare”.
Lorenzo Tosa post

Guardo la scena, ascolto il brusio di sottofondo tra i tavolini in questo pomeriggio torrido. Fuori la città rallenta per il caldo, ma qui dentro c’è chi ha ancora il fiato per perdersi in discussioni ideologiche.

La mia opinione? È una questione di puraprogettazione civile.

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La struttura delle parole

Le parole non sono ornamenti superflui; sono elementi portanti. Quando si disegna un progetto, ogni linea ha una funzione specifica. Se un pilastro serve a reggere un peso, lo si chiama pilastro, non “elemento verticale generico”.

  • Il termine “femminicidio”:Non è un capriccio linguistico. Identifica un problema strutturale preciso: la violenza nata dal possesso e dall’incapacità di accettare la libertà altrui. Cancellarlo significa falsificare la planimetria della realtà.
  • La posizione di Zaia:Ha ragione. Riconoscere la realtà per quella che è, senza girarci intorno, è l’unico modo per iniziare a risolvere il problema. Non è una questione di destra o di sinistra; è una questione dionestà intellettualee di rispetto per i fatti.

Chi nega la specificità di certi drammi sta semplicemente cercando di coprire un errore di calcolo strutturale nella nostra società. E nascondere le crepe non ha mai salvato nessun edificio dal crollo.

Ora scusatemi, ma il pomeriggio esige efficienza e ci sono disegni che attendono sul tavolo. Le chiacchiere da bar, come i dettagli mal progettati, lasciano il tempo che trovano.

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