Ecco la radiografia di questa domenica di “passi indietro” (e di chi non li fa):

Il 18 gennaio 2026, lo scandalo del Garante della Privacy si trasforma in un assedio. Il “muro del silenzio” eretto dal Collegio è stato abbattuto dal primo tassello che ha scelto di cadere: Guido Scorza. Con un video sui social che ha il sapore della resa dei conti, l’avvocato ha rassegnato le dimissioni irrevocabili, lasciando i suoi tre colleghi nel fango di un’inchiesta che parla di “spese pazze” e sconti alle multinazionali.

1. Il Messaggio di Scorza: “Interesse dell’Istituzione”

Guido Scorza, eletto in quota M5S, ha rotto il fronte. Sebbene si dichiari estraneo alle condotte illecite, il suo messaggio è stato un siluro diretto al Presidente Pasquale Stanzione:

  • La scelta: “È stata la decisione più sofferta della mia vita, ma necessaria nell’interesse dell’istituzione”.
  • Il veleno: Scorza ha chiarito che un’Autorità di controllo non può esercitare il suo ruolo sotto il peso di un’indagine per corruzione e peculato. È un invito nemmeno troppo velato agli altri tre membri a fare lo stesso.

2. Gli “Imbullonati”: Stanzione, Cerrina Feroni e Ghiglia

Mentre Scorza se ne va, gli altri tre indagati non arretrano di un millimetro.

  • Pasquale Stanzione (Presidente): Continua a dirsi “tranquillo”, ignorando che le fiamme gialle hanno sequestrato documenti, pc e telefoni proprio nel suo ufficio.
  • Agostino Ghiglia (FdI): È l’uomo più in difficoltà. I magistrati gli contestano l’uso dell’auto blu per scopi privati, compreso un presunto incontro nella sede di via della Scrofa (Fratelli d’Italia) alla vigilia di decisioni importanti sulla privacy dei cittadini.
  • Ginevra Cerrina Feroni (Vicepresidente): Resta in sella, nonostante il fango mediatico.

3. La “Lista della Spesa”: 6.000 euro dal macellaio?

L’inchiesta, nata dai servizi di Report, ha portato alla luce rimborsi che lasciano sbigottiti:

  • Macelleria e Parrucchiere: Si parla di una nota spesa da 6.000 euro in una macelleria romana e rimborsi per la cura della persona, tutto a carico del contribuente.
  • Il favore a Meta: La Procura indaga sulla multa ridotta a Mark Zuckerberg per gli occhiali spia. Secondo l’accusa, la sanzione sarebbe stata “scontata” di milioni dopo incontri opachi tra membri del Collegio e i lobbisti del colosso tech.

4. Meloni e il Governo: “Resistere per non cadere”

La linea di Palazzo Chigi è ambigua. Giorgia Meloni ufficialmente dice di “fidarsi della magistratura”, ma dietro le quinte l’ordine è di non mollare le poltrone.

  • Il motivo: Se cade il Garante, cade un pezzo di sistema di potere che il governo ha faticato a costruire. Sostituire ora il Collegio significherebbe aprire una nuova guerra di nomine nel bel mezzo del terremoto giudiziario.

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