
Domanda secca, da cantiere a bar:
ma gli omarìn — i pensionati che guardano i lavori — servono a qualcosa o rompono solo le balle?
Risposta altrettanto secca:
servono. Eccome se servono. Tengono in piedi il PIL della Nazione.
E ora vi spiego perché, ché al bar le cose vanno dimostrate, non solo sentenziate.
1. L’omarìn si muove. E muoversi è economia.
Il pensionato medio non prende l’auto: prende il bus, il tram, a volte due.
Biglietto all’andata, biglietto al ritorno.
Consumo di servizi. Entrate per il trasporto pubblico.
Altro che mobilità sostenibile: mobilità contemplativa produttiva.
2. Il cantiere è lungo. La vescica no.
Dopo ore a fissare una ruspa che scava “troppo a sinistra” o “non in bolla”, arriva il momento critico:
la pipì.
E siccome siamo pensionati ma civili, non si fa dietro al cassonetto.
Si entra nel bar all’angolo.
Ma non si può chiedere subito “dov’è il bagno”, c’è un onore da difendere.
Si ordina un caffè.
Risultato:
- incasso per il barista
- IVA
- reddito
- tasse
- entrate correnti per lo Stato
Il bagno è solo un effetto collaterale.
3. Si torna a casa. E si ripaga il sistema.
Finita la giornata di osservazione strategica del cantiere, l’omarìn torna verso casa.
Altro bus. Altro biglietto.
Altro consumo.
4. La fame dell’eroe silenzioso.
A casa lo stomaco brontola.
Perché guardare lavorare gli altri stanca.
Si mangia di più.
Mangiare di più significa:
- più pane
- più pasta
- più formaggio
- più vino (poco, ma buono)
E questo aumenta gli acquisti.
E gli acquisti aumentano il capitale circolante.
Quella cosa astratta che piace tanto agli economisti e che, guarda caso, l’omarìn alimenta senza saperlo.
Conclusione (da bar, col bicchiere in mano)
Quindi no, gli omarìn non rompono solo le balle.
Sono osservatori civici, attivatori di consumo, pilastri silenziosi del sistema economico.
Altro che bonus, altro che incentivi.
Finché ci sono loro davanti ai cantieri,
l’Italia respira.
E se qualcuno ancora si lamenta,
gli offro un caffè.
Tanto… fa PIL.
Nonno Gigio
decano del bar, osservatore dei lavori e dell’umanità
