Cimitero di Prima Porta, false cremazioni e defunti sezionati: a processo 6 titolari di pompe funebri

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Sono 16 le persone coinvolte nel processo per le false cremazioni e i corpi dei defunti sezionati nel cimitero di Flaminio Prima Porta, fra cui 6 titolari di imprese funebri: le accuse vanno dalla truffa al vilipendio di cadavere.

Sono 16 le persone a processo per la truffa delle false cremazioni nel cimitero di Flaminio – Prima Porta, a nord della città di Roma: fra le molteplici accuse, quella di truffa e di vilipendio di cadavere. Nei primi sei mesi del 2020, infatti, alcune agenzie funebri hanno incassato i soldi da parte delle famiglie dei defunti per la cremazione. In realtà, invece, hanno sepolto i cadaveri, spesso sezionati, nelle casse dell’area comune del cimitero e, dopo essere stati pagati, avrebbero probabilmente consegnato ai familiari le urne cinerarie riempite con della terra (soltanto in un caso questa pratica è stata accertata). Il primo caso che gli inquirenti hanno scoperto risale a gennaio 2020, ma sono stati molti gli episodi simili di cui sono venuti a conoscenza i carabinieri del nucleo radiomobile. Sono 11, infatti, le bare sepolte nel cimitero per cui era stata richiesta (e pagata) la cremazione. Oggi si continua ad indagare per truffa e i 4 titolari delle pompe funebri sono stati rinviati a giudizio, come si legge in un articolo de Il Messaggero.

I corpi da cremare gettati nell’ossario comune

Nel frattempo, però, sempre nei mesi di gennaio e febbraio 2020, è stata aperta un’inchiesta parallela nel corso della quale i carabinieri hanno scoperto che i corpi venivano sezionati o tagliati con un coltello, per facilitare la possibilità di buttarli nell’ossario comune. Il compito di sezionare i corpi spettava ad alcuni dipendenti Ama e a 3 impresari funebri che avrebbero gettato i resti, per cui veniva pagata la cremazione, nell’ossario comune approfittando dell’estumulazione, la pratica che prevede il trasferimento dei resti a 30 anni dalla sepoltura.

Ancora finte cremazioni

Nel frattempo la procura ha chiesto l’apertura di un processo per un nuovo caso, sempre riguardante la truffa delle finte cremazioni. Le bare, stavolta, venivano conservate alcuni mesi e poi sepolte nell’area comune una volta passati i tempi di deposito. Anche in questo caso, però, i titolari delle pompe funebri incassavano i soldi per la cremazione: probabilmente ai familiari dei defunti sarebbe stata consegnata un’urna con all’interno la terra, come già era stato fatto in precedenza.

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