Caffè amaro e sentenze dolci.
Buongiorno a te. Siediti, prendi una sedia, che oggi il caffè va bevuto con calma. La carta stampata, stamattina, sembra fatta di piombo. Non è il solito foglio leggero che accompagna la brioche; è un giornale che pesa, specialmente quando scorri le pagine e finisci su certi titoli.
Oggi, al “Bar di Grazia”, l’argomento non è la cronaca di un furto al supermercato o il cantiere bloccato in centro. No, oggi si parla di “Grazia”. Quella concessa a Nicole Minetti.Sai, ho fatto il geometra per una vita. Ho imparato che se vuoi costruire una casa che stia in piedi, non puoi livellare il pavimento a occhio. La bolla deve essere precisa. La legge, per me, è sempre stata quella bolla. Se la legge non è dritta per tutti, la costruzione intera — ovvero la nostra società — rischia di inclinarsi.
Ora, leggendo le prime pagine, mi viene da fare una riflessione che non guarda al colore politico, ma alla sostanza delle cose.###
La “Grazia” non è una sentenza, è una scelta
Quando si parla di grazia, entriamo in un terreno scivoloso. Tecnicamente, la grazia è un atto di clemenza del Presidente della Repubblica (o chi ne ha facoltà).
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Non cancella il reato, non dice che “non è successo niente”.
Dice solo: *«Basta, per ora è sufficiente così»*.
Ma c’è una crepa nel muro che vedo chiaramente, e che i clienti al bar percepiscono subito.
1. **La disparità della percezione:** Il cittadino comune, quello che si sveglia alle cinque per andare a timbrare il cartellino, guarda queste notizie e si sente, come dire… un po’ smarrito. La giustizia, per lui, è fatta di processi che durano una vita, di ricorsi infiniti e di sentenze che arrivano quando ormai hai dimenticato perché eri finito nei guai. Quando vede che per personaggi pubblici o noti si aprono porte e si accorciano pene, la “livella” che ho citato prima si rompe.
2. **La distinzione tra “colpa” e “perdono”:** Spesso si confonde la pietà con la giustizia. La grazia è un atto di umanità, è vero. Ma la giustizia deve essere, prima di tutto, prevedibile. Se la legge è uguale per tutti, allora il criterio per concedere una grazia dovrebbe essere così cristallino da non lasciare dubbi. Quando invece diventa un caso mediatico, la gente non vede la pietà: vede il privilegio.
### La riflessione da “officina”
Da ragazzo, in officina, mi hanno insegnato che se un ingranaggio è rotto, puoi anche oliarlo quanto vuoi, ma continuerà a grattare.
La “Grazia” a un personaggio come la Minetti, che ha rappresentato per anni una stagione politica — diciamo così — molto “rumorosa” e controversa, riapre ferite che la gente avrebbe voluto vedere rimarginate dal tempo e dal rigore delle sentenze, non da un colpo di spugna istituzionale.
Non sto dicendo che sia illegale. Le procedure sono state seguite. Sto dicendo che **l’opportunità morale** è un’altra cosa.
La vera domanda che dovremmo farci, leggendo questi titoli mentre facciamo colazione, non è “è giusto per lei?”.
La domanda è: **”È giusto per noi?”*
*.Una società che non sa punire con equità chi ha abusato del potere (in qualsiasi forma esso sia stato esercitato) è una società che manda un messaggio sbagliato ai giovani.
Dice loro che, alla fine, se hai le spalle coperte o se aspetti abbastanza a lungo, la “bolla” della giustizia si può sempre taroccare per farla pendere dalla tua parte.
### Il pensiero di Nonno Gigio
La mia conclusione, mentre finisco l’ultimo sorso di caffè, è questa: la grazia è una cosa nobile, ma deve essere usata con una parsimonia che rasenta l’avarizia.
Quando la si usa per chi è stato sotto i riflettori di uno scandalo pubblico, si rischia di minare quella fiducia nel “metraggio” comune della giustizia.
Oggi leggo i titoli e vedo facce stanche sui giornali. Vedo una notizia che scivola via. Ma noi, al bar, non dobbiamo scivolare. Dobbiamo restare saldi.
Perché se le istituzioni si dimenticano di essere la nostra “livella”, tocca a noi, cittadini, continuare a chiedere che i conti tornino.
Adesso però basta parlare di leggi, che la giornata è lunga.
Tu, piuttosto, come la vedi questa storia? La pensi come un “tecnico” o ti lascia solo l’amaro in bocca?
Dillo nei commenti.
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