Arena di Verona, Olimpiadi e assenze che pesano

Era tutto pronto. L’ipotesi di una presenza ingombrante aleggiava nei corridoi istituzionali, tra indiscrezioni e smentite. Poi, alla fine, niente passerelle internazionali, niente arrivi scenografici, niente stretta di mano destinata a far discutere più delle gare stesse.All’Arena di Verona, oggi, la scena è per gli atleti, per i volontari, per chi lo sport lo vive e lo costruisce ogni giorno. Con la premier Giorgia Meloni sul palco, ma senza l’ombra lunga di Donald Trump.Secondo voci insistenti, l’ex presidente americano avrebbe valutato la presenza alla cerimonia olimpica italiana. Ma tra guai giudiziari, tensioni internazionali, minacce di impeachment e un clima politico sempre più acceso negli Stati Uniti, la passione sportiva sarebbe passata in secondo piano. Nei corridoi del CONI qualcuno, a mezza voce, ammette che forse è stato meglio così. L’arrivo di una figura tanto divisiva avrebbe trasformato una festa dello sport in un vertice di sicurezza permanente. Proteste, contestazioni, polemiche: il rischio era concreto.Basta ricordare quanto accaduto recentemente a San Siro, quando il vicepresidente JD Vance è stato accolto da fischi sonori. Se quella è stata la reazione al numero due, cosa sarebbe accaduto con il numero uno?La politica internazionale attraversa una stagione di nervi scoperti: tensioni in Medio Oriente, frizioni commerciali con mezzo mondo, equilibri instabili in Europa. Inserire un leader così polarizzante dentro un evento sportivo avrebbe inevitabilmente spostato l’attenzione dalle medaglie ai titoli di apertura dei telegiornali.C’è chi arriva a ringraziare, con ironia, la Corte Suprema americana per aver indirettamente contribuito a questo epilogo, alleggerendo l’agenda e — di fatto — anche l’imbarazzo diplomatico. Perché lo sport, quando riesce a restare sport, è già una vittoria.Oggi all’Arena si parla di sacrifici, allenamenti, sogni. Si celebrano le storie di chi ha dedicato la vita a un cronometro, a una pedana, a una pista. Nessuna ombra ingombrante, nessun riflettore rubato.E mentre al bar qualcuno commenta con malizia che “va benissimo così”, Nonno Gigio posa il giornale, si sistema gli occhiali e dice:«Uagliù, le Olimpiadi sono nate per far correre gli atleti, non i politici. Quando la politica entra in campo, spesso fa fallo.Lo sport deve unire, non dividere. E se per una volta il protagonista resta chi suda e non chi twitta, allora abbiamo già vinto la nostra medaglia d’oro.Perché le bandiere sventolano per gli atleti… ma l’onore resta a chi sa fare un passo indietro.»

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