ISS: ecco come vengono decise zone rosse, gialle e arancioni

Il direttore dell’ISS ha spiegato quali sono i criteri con cui vengono definiti i livelli di rischio e classificate le Regioni in zona rossa, arancione e gialla.

ISS: ecco come vengono decise zone rosse, gialle e arancioni

Come vengono decise le zone zona rosse, gialle e arancioni? A fare chiarezza ci pensa Silvio Brusaferro, il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, nel corso di punto stampa in diretta da Palazzo Chigi. Il chiarimento, oltre a rendere più chiare le motivazioni che hanno portato alla divisione delle Regioni vuole anche placare gli animi dei governatori delle Regioni inserite nella fascia rossa, che nelle ultime ore hanno iniziato a protestare, minacciando anche di impugnare il provvedimento.

Il presidente dell’ISS ha aperto il suo discorso affermando che non abbiamo dati aggiornati, la cabina di regia li produce su base settimanale, saranno prodotti nei prossimi giorni, nelle prossime 48 ore circa”, proprio per questo motivo, come aveva già anticipato il premier Conte, la decisione si è basata sugli ultimi dati disponibili.

Come vengono decise zone rosse, gialle e arancioni

Brusaferro ha ripercorso l’andamento epidemiologico della pandemia nel nostro Paese, affermando che: “C’è stata una prima fase in cui abbiamo modellato la curva, una seconda in cui la curva è stata decrescente ed è rimasta tale per molto tempo, poi ci sono le fasi successive che ci aspettano nel futuro”. La norme imposte dal Governo con l’ultimo DPCM sono proprio il frutto della gestione dell’attuale fase ossia quella di “transizione e modulazione, in cui ci sono delle ricrescite in cui bisogna per controllare la diffusione, riportandola a valori più controllabili o a velocità più controllata, in modo tale da poter affrontare i prossimi mesi in attesa di poterci collocare nella fase 3”.null

Sulla base di questo sono state pensate delle diverse misure di contenimento che si adattano ai livelli di rischio riportati all’interno delle varie Regioni. Nello specifico il direttore Prevenzione del dicastero della Salute Gianni Rezza ha precisato che sono stati presi in considerazione diversi indicatori “come incidenzaindice Rtoccupazione posti letto: se c’è un regione con apparentemente pochi casi e ha alta occupazione terapie intensive, quella è una regione in sofferenza. Sono dati che vanno letti nella loro interezza. Dati che fanno riferimento a incidenza, Rt e resilienza. Per quanto riguarda la divisione delle Regioni, in virtù della massima prudenza, ha aggiunto ancora il direttore dell’ISS, indice Rt è stato valutato nel suo livello inferiore.

Brusaferro ha riportato anche il caso della Valle d’Aosta, spiegando che da diverso tempo segnalava un ritardo nella trasmissione dei dati relativi alla situazione epidemiologia, di conseguenza stava manifestando un certo affanno nella gestione dell’emergenza che l’hanno portata ad essere classificata come zona rossa.

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