☕ “Ring” Arenula: Se la Giustizia si fa a colpi di borsetta


Roma, 26 marzo 2026– Se pensavate che il Ministero della Giustizia fosse un luogo di polverosi codici e silenzi solenni, beh, non siete mai stati al bar di Grazia stamattina. Tra un cappuccino ben schiumato e l’ultimo grido di cronaca, il dibattito è servito: la “Zarina”Giusi Bartolozzise ne va, ma non prima di aver trasformato il Ministero in un remake diFight Club.

Stando ai bene informati (o ai malevoli, fate voi), l’addio della magistrata non è stato un valzer d’addio, ma un incontro di wrestling. Si parla di urla che hanno fatto tremare i busti di marmo e di uno “strattonamento” degno di una rissa al mercato del pesce con una dirigente vicinissima aMantovano. La Giammaria nega, dice che lei era in ufficio a guardare i faldoni, ma in via Arenula le pareti parlano, e dicono che volassero scintille.

Secondo Anna Felicia: “Questione di stile (o mancanza)”

Mentre Grazia pulisce il bancone con un’energia sospetta,Anna Feliciaalza lo sguardo dal suo macchiato freddo e sentenzia:

“Ma vi pare possibile? Due donne di quel livello, magistrate, alte dirigenti, che finiscono a fare le spettinate nei corridoi? Qui non è solo politica, è che il potere dà alla testa. La Bartolozzi ha gestito il ministero come un feudo personale, e ora che le hanno tolto lo scettro, ha reagito come una regina spodestata. Più che via Arenula, sembra la sfilata dei nodi che vengono al pettine. Se questo è l’esempio per i cittadini, tanto vale risolvere le cause civili a braccio di ferro!”

La carriera “fulminea” e il paracadute d’oro

Il sarcasmo corre veloce quanto la carriera della Bartolozzi. C’è chi giura che la ritroveremo presto in qualche partecipata di Stato. Un bel posto in un consiglio d’amministrazione, aria condizionata, stipendio a sei cifre e, soprattutto, nessuno che ti strattoni nei corridoi. Perché in Italia la fedeltà si paga, e la “Zarina”, nonostante i modi da saloon, è sempre stata una di famiglia.


La chiosa di Nonno Gigio

Dall’angolo buio vicino alla slot machine,Nonno Gigiopiega il giornale, si sistema gli occhiali sul naso e chiude la questione con la saggezza di chi ne ha viste troppe:

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“Sentite a me… questi studiano il Diritto, ma si dimenticano il Rovescio. Una volta al ministero si entrava col cappello in mano e si usciva in punta di piedi. Oggi entrano come sceriffi e se ne vanno come banditi. Urla, spintoni, polizia… ma i processi? Quelli restano fermi, come il mio ginocchio quando piove. La verità è che in quel palazzo si occupano di tutto, tranne che della Giustizia. E intanto noi paghiamo il caffè e pure lo spettacolo!”


Anna Felicia, che di solito non alza mai la voce ma quando parla taglia come un rasoio, posa il cucchiaino con un rintocco metallico che zittisce persino la macchina del caffè di Grazia:

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“Ma finitela di chiamarla ‘politica’! Questa è una sceneggiata da cortile nobilitata dal marmo di via Arenula. La Bartolozzi ha gestito il Gabinetto con il pugno di ferro e se ne va sbattendo le porte, e forse pure qualche spalla. Se la Giammaria dice ‘non sono stata io’, vuol dire che in quel corridoio c’era una terza persona o che la tensione è diventata ectoplasma. La verità? È che quando il potere si personalizza troppo, finisce sempre a torte in faccia. Solo che qui le torte pesano come sentenze e le paghiamo noi, mentre loro già studiano in quale poltrona di velluto di una partecipata atterrare per non farsi male alle ginocchia.”

Il “gran finale” di Nonno Gigio

Dall’angolo del bar, dove l’ombra è più densa e la saggezza più cinica,Nonno Gigioscuote la testa. Piega il giornale con una lentezza cerimoniale, si pulisce un baffo sporco di schiuma e lancia la sua sentenza definitiva senza appello:

“Ragazzi, date retta a un vecchio che ha visto passare più governi che inverni. In via Arenula non hanno fatto la rissa perché sono nervosi per la Giustizia. L’hanno fatta perché quando si svuota il sacco del potere, ognuno vuole tenersi il sacco e pure la corda! Urlano, si strattonano, chiamano la polizia… e poi? Poi stasera vanno a cena insieme nel ristorante giusto dietro il Pantheon. La Bartolozzi non cade mica: cade sempre in piedi, come i gatti e i politici di razza. Noi qui a scannarci per un caffè aumentato di dieci centesimi, e loro a fare il wrestling nei palazzi. Sapete qual è l’unica cosa che non è stata strattonata oggi in quel Ministero? La Giustizia. Quella è rimasta in un angolo, al buio, a farsi una dormita… e speriamo che non la sveglino, che se vede ‘sta scena chiede il trasferimento all’estero!”

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